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Una campana per i bambini mai concepiti
Campana dei bimbi non nati a Sanremo. Al vescovo che ha avuto la brillante idea vorrei suggerire una campana per i bambini mai concepiti. Pensi, caro vescovo, quanti bambini il Signore potrebbe donare al mondo se i preti non rinunciassero alla famiglia e ai figli. Poveri bambini non concepiti!
La cosa che mi stupisce alle volte è la sproporzione tra la preoccupazione di tante persone per la sorte dell’embrione, e la loro preoccupazione, sempre che ci sia, per la sorte dei bambini una volta nati, per i bambini che muoiono per malattia, per fame, per i bambini abbandonati, sfruttati, schiavizzati.  Sembra che l’importante sia che nascano, poi Dio ci pensa… Quante parole il vescovo dalle idee brillanti avrà speso per i bambini della Striscia di Gaza?
Gli uomini della Chiesa sembrano ignorare che il concepimento di norma è una grazia, ma può anche essere una disgrazia che sconvolge la vita di una donna, alle volte di una bambina. Il concepito di norma è un dono, ma può essere una mazzata, di norma è il benvenuto, ma può anche essere un intruso assolutamente non desiderato. Bisogna sempre ricordare quando si parla di aborto, che la persona che vi ricorre non vuole uccidere (verbo improprio) l’embrione, ma liberarsi al più presto di qualcosa che le sconvolge la vita.
Detto questo, preciso a scanso di fraintendimenti, che ritengo l’aborto un male e non un bene. Purtroppo alle volte siamo costretti a compierlo il male. Alle volte l’aborto diventa una sorta di legittima difesa.
Renato Pierri

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