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Garlasco. Di cosa aveva paura la povera Chiara?

La vicenda oramai la conosciamo. Tutti sanno che una ragazza di 26 anni nel 2007 fu barbaramente uccisa in quel di Garlasco paesino ridente (?) di novemila abitanti. Una ragazza in gamba, studiosa, seria, compassata. Una donna.

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Ma Chiara Poggi, negli ultimi momenti della sua vita aveva visto in faccia cio’ di cui aveva paura? Cosa avrebbe potuto temere? Chi avrebbe dovuto temere?

Non e’ che avrebbe dovuto sottostare a chi sa quale violenza e che si fosse strenuamente ribellata e sottratta con tutte le sue forze?

Ora e’ indagato Andrea Sempio per concorso in omicidio. In concorso con chi? Per il momento non e’ dato di sapere ma si sapra’ questo sembra oramai appurato. lo si evince chiaramente dal comportamento della procura che, come una macchina sciacciasassi, macina e procede in una direzione il cui itinerario mostra di conoscere molto bene.

Ma, a nostro parere, Andrea Sempio non e’ il colpevole. Non crediamo abbia ucciso per due motivi su tutti: 1-non ci sono prove che conducono a questa conclusione; 2-sembrerebbe troppo facile a questo punto incriminarlo data anche l’attenzione addirittura maniacale sia degli inquirenti che dell’opinione pubblica nel volerlo colpevole. L’errore commesso con troppa faciloneria e superficialita’ nel condannare Stasi non deve essere assolutamente commesso anche per Sempio.

Quella infausta mattina che volle vedere Chiara vittima di un omicida  scombussolo’ la sua vita quotidiana. Gli inquirenti sono orientati nel credere che lei conoscesse il suo assassino.

Sarebbe stato proprio questi a proporle una qualche costrizione inaspettata e indicibile dalla quale Chiara si volle sottrarre con tutte le sue forze?

Ma, ammesso e non concesso che fosse questo il movente, ma di quale costrizione parliamo e perche’ e’ ignorata da tutti? Distrazione? Ingenuita’?

La presenza di altri soggetti sulla scena del crimine, perche’ sicuramente erano piu’ di uno, sarebbe di contorno. Essi avrebbero fatto parte dello scenario in qualita’ di compartecipi e spettatori della realizzazione degli eventi. La fantasia degli opinionisti vola altissimo ma, secondo noi, non sfiora nemmeno lontanamente la sostanza di quanto accaduto. Troppi misteri, assenze, omissioni incomprensibili non hanno potuto ingannare neanche lontanamente la procura.

La procura sa e protegge totalmente fatti che sconvolgeranno le coscienze di tutti i componenti della societa’ a tutti i livelli. Ecco perche’ il segreto mantiene.

Mantiene soprattutto perche’ e’ impensabile. Quindi, mentre l’opinione pubblica stalla e perde tempo nelle cose dette e ridette in pomeriggi interi a discutere di indagini scientifiche, la procura fa gol. In ogni caso nulla che abbia a che fare con le indagini scientifiche dei DNA cotti e stracotti ma semplicemente prove connesse alle indagini tradizionali. Banalmente tradizionali.

Chiedersi di cosa avesse paura Chiara significa anche interrogarsi sulla falsa sicurezza che attribuiamo ai luoghi familiari, alle persone che crediamo di conoscere, alle routine che ci rassicurano. La casa, simbolo per eccellenza di protezione, si è trasformata nel teatro di un incubo. Ed è forse questo l’aspetto più difficile da accettare: l’idea che il pericolo si sia potuto annidare proprio dove Chiara si sentiva al sicuro.

Il nostro parere e’ che la soluzione sia veramente semplice. Le suggestioni e le ipotesi che avrebbe visto o saputo cose, che volesse denunciare chi sa quale andazzo del Santuario o che sapesse chi sa quale altro mistero ecc… non esistono.

Chiara, siamo convinti, che tutto quello che c’era da sapere e vedere l’ha saputo e visto poco prima dell’aggressione e tutto insieme come una doccia gelata che ferma il respiro. Seduta stante e tutto insieme sopraffatta dalla determinazione di porre in essere un progetto, la povera Chiara nulla ha potuto al cospetto di una insana volonta’ di non rinunciare da parte dei suoi assassini. Aprendo quella porta, Chiara e’ stata travolta da uno zunami. Lo spirito di conservazione  l’ha portata a reagire immediatamente per salvarsi.

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