Pianese: “Preoccupati da ‘Strade sicure’, ci servono gli uomini per farlo. Il sistema giudiziario ha la colpa di mettere fuori persone già denunciate”
“Dobbiamo ragionare sui metodi per ridurre la criminalità in Italia, migliorando il sistema di controllo. Per farlo è necessario investire in sicurezza, cosa che non è stata fatta gli anni scorsi. I governi tra il 2009 e il 2017 hanno tagliato le risorse alle forze di polizia. Il governo Meloni negli ultimi tre anni ha stanziato importanti risorse per le assunzioni straordinarie e per il rinnovo dei contratti, per cercare di recuperare i vuoti di organico”. Così Domenico Pianese, Segretario Generale del COISP, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“La questione ‘strade sicure’ preoccupa, perchè con questa operazione noi abbiamo recuperato carabinieri e poliziotti da usare nei servizi di controllo del territorio, mentre per fare i servizi di vigilanza fissa è stato impiegato l’esercito. Ma ora ci serve il tempo per recuperare i vuoti di organico che abbiamo – ha proseguito Pianese – perchè se improvvisamente ci tolgono 7000 militari per l’operazione strade sicure, oltre agli 11000 che ci mancano, sarebbe un disastro. Significherebbe deperire ulteriormente il sistema di controllo del territorio e aumentare l’insicurezza dei cittadini. Siamo pronti a fare tutti i servizi di nostra competenza, ma devono darci gli uomini per farlo”.
“C’è un disallineamento tra l’attività delle forze di polizia e il sistema giudiziario del nostro Paese. Le persone fermate per i fatti gravissimi di Roma Termini erano persone già arrestate e denunciate più volte dalle forze di polizia – ha concluso Pianese – Lo dico in modo chiaro, è colpa del sistema giudiziario che li mette fuori. Io non voglio l’espulsione immediata, ma voglio che se una persona è violenta e ha dimostrato di essere violenta sia in custodia cautelare, in modo tale che non possa aggredire, rapinare o altro. C’è ampia discrezionalità dell’autorità giudiziaria nel disciplinare la custodia cautelare in carcere da parte dei soggetti”.











