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TORTURE ANIMALI : REA DAVANTI ALL’AMBASCIATA CINESE. “UN MURO DI GOMMA INACCETTABILE, PORTEREMO LA BATTAGLIA IN EUROPA”

Roma, 19 gennaio 2026 – Un “muro di gomma”. Così il Partito Nazionale REA definisce l’atteggiamento dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese a Roma, che questa mattina ha opposto un totale rifiuto al dialogo, richiesto più volte da REA, durante il sit-in di protesta organizzato dall’Associazione Feline Guardians Italia.

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La mobilitazione era nata per chiedere un impegno ufficiale contro la rete criminale organizzata cinese che lucra sulla produzione e diffusione online di video ritraenti torture atroci su animali, soprattutto gatti, un fenomeno che coinvolge tragicamente anche i minori. Nonostante una precedente lettera formale inviata da REA all’Ambasciatore per sollecitare un incontro urgente sulla cooperazione internazionale contro questi crimini, nessuna risposta è mai pervenuta. Oggi, la chiusura diplomatica è stata confermata: nessun delegato è uscito per ascoltare le istanze della piazza, né è stato permesso l’accesso per una breve interlocuzione.

“Siamo qui oggi per dare voce a chi non ne ha, ma abbiamo trovato un’istituzione sorda e blindata”, dichiara il Segretario Nazionale REA. “Il rifiuto dell’Ambasciata di accoglierci non è solo uno sgarbo verso un partito politico legittimo, ma è un insulto a milioni di cittadini italiani che chiedono trasparenza e civiltà per tutti gli animali.Questo muro di gomma è il simbolo di chi sa di essere dalla parte del torto e preferisce il silenzio al confronto”.

Il presidio ha ribadito con forza la condanna verso pratiche barbare e di mercificazione che nulla hanno a che fare con la cultura di un grande popolo, ma che rispondono esclusivamente a logiche di profitto e crudeltà.

“Non pensino che il nostro impegno finisca qui”, conclude la nota di REA. “Se l’Ambasciata alza i muri, noi alzeremo il volume della nostra protesta. Porteremo la questione al nostro Ministro del Esteri on. Antonio Tajani, nelle sedi europee e internazionali. La diplomazia non può essere un paravento dietro cui nascondere il dolore degli esseri senzienti. Oggi abbiamo ricevuto un silenzio assordante, ma la nostra voce arriverà comunque a destinazione”.

 

 

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