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PRIVACY: ASCARI, M5S: GOVERNO CHIARISCA SU CESSIONE DATI A USA

Roma, 19 gen – “Il Governo deve chiarire immediatamente se intenda consentire la condivisione dei dati biometrici e dei database di polizia dei cittadini italiani con le autorità statunitensi. Siamo di fronte a un’ipotesi gravissima, che rischia di compromettere diritti fondamentali e di creare un precedente pericoloso”.

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Lo dichiara la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, che ha presentato un’interrogazione a risposta urgente al Presidente del Consiglio e ai Ministri dell’interno, degli affari esteri e per gli affari europei.

“Sono in corso – spiega Ascari – negoziati tra Unione europea e Stati Uniti per un accordo denominato Enhanced Border Security Partnership, che potrebbe prevedere l’accesso da parte delle autorità statunitensi a database di polizia europei contenenti dati biometrici, impronte digitali e altre informazioni altamente sensibili. Il tutto sarebbe collegato al Visa Waiver Program, coinvolgendo potenzialmente milioni di cittadini italiani”.

“Gli Stati Uniti non dispongono di un sistema di tutela dei dati equivalente al GDPR e il Department of Homeland Security, sotto cui opera la polizia di frontiera americana, è stato più volte criticato per violazioni dei diritti umani e assenza di adeguati meccanismi di responsabilità. È inaccettabile che un accordo di questa portata venga discusso senza un vero dibattito pubblico e parlamentare”, aggiunge la deputata M5S.

Ascari ricorda che «neppure tra gli Stati membri dell’Unione europea esiste un accesso pieno e indiscriminato ai rispettivi archivi di polizia. Consentire a un Paese terzo l’accesso a dati biometrici e database investigativi sarebbe un precedente senza precedenti”.

“Con la mia interrogazione – conclude Ascari – chiedo al Governo quale sia la posizione dell’Italia nei negoziati, quali dati dei cittadini italiani potrebbero essere trasferiti, con quali garanzie, se il Garante per la protezione dei dati personali sia stato coinvolto e se il Governo ritenga compatibile tutto questo con la Costituzione, il GDPR e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea. I dati sensibili dei cittadini non possono finire nella disponibilità di autorità straniere prive di adeguati standard di tutela dei diritti fondamentali. Il Parlamento deve essere coinvolto prima di qualsiasi decisione”.

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