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Tra improvvisazione e gesto rituale: la danza abita la Fonderia a febbraio. Il 7 febbraio i danzatori di Aterballetto incontrano la fisarmonica di Simone Zanchini per Impromptus. Il 13 febbraio la Fonderia apre invece le porte a Bow, nuova creazione di Gaetano Palermo.
07 febbraio 2026 ore 20.30 – Impromptus

13 febbraio 2026 ore 18:00 – prova aperta Bow

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Fonderia – Via della Costituzione n.39, Reggio Emilia

 

Nel mese di febbraio la Fonderia di Reggio Emilia si conferma spazio vivo di ricerca e sperimentazione, accogliendo due appuntamenti che raccontano la danza come pratica aperta, attraversata dal dialogo con la musica e dal confronto diretto con il pubblico. Due momenti diversi ma complementari, capaci di restituire la complessità del lavoro coreografico contemporaneo: da un lato l’incontro estemporaneo tra suono e movimento, dall’altro l’apertura di un processo creativo ancora in divenire.
Sabato 7 febbraio 2026 alle ore 20.30 va in scena Impromptus. Arie, danze e improvvisazioni, progetto nato dalla collaborazione tra il Centro Coreografico Nazionale / Aterballetto e Fondazione Ravenna Manifestazioni. Al centro dell’esperienza c’è il desiderio di creare un terreno comune in cui musicisti e danzatori lavorano fianco a fianco, senza gerarchie, lasciando che l’improvvisazione diventi forma, linguaggio e struttura. La musica non accompagna il movimento e la danza non illustra il suono: le due dimensioni si generano a vicenda, dando vita a brevi performance dalla durata intensa, in cui l’istante creativo si fa composizione. Protagonisti della serata sono Simone Zanchini alla fisarmonica e i danzatori Matilde Di Ciolo e Matteo Capetola. A partire dalle ore 19.30 il pubblico è invitato ad arrivare in Fonderia per un aperitivo a cura del Mercato del Tricolore / Campagna Amica, come momento conviviale che anticipa la performance.
Venerdì 13 febbraio 2026 alle ore 18.00 la Fonderia apre invece le porte a una prova aperta: Bow, nuova creazione di Gaetano Palermo. Il pubblico è invitato ad assistere al processo di lavoro, entrando nel cuore di una ricerca coreografica che prende forma a partire da un gesto apparentemente semplice e quotidiano: l’inchino. Presente nei contesti teatrali e religiosi, ma anche nelle pratiche sociali del saluto, del riconoscimento e del consenso, l’inchino diventa qui oggetto di un’indagine fisica e concettuale che ne attraversa le ambiguità e le tensioni. Attraverso una scrittura incarnata nei corpi dei performer, Bow costruisce un vero e proprio catalogo di varianti del gesto, esplorandone le implicazioni sociopolitiche e psicologiche. Tra ripiegamento verso il sé e apertura verso l’altro, tra abnegazione e potere, servilismo e salvezza, l’inchino emerge come segno fragile e potentissimo, sospeso tra intimità soggettiva e rappresentazione pubblica.

 

Gaetano Palermo, artista e coreografo nato a Catania nel 1998 e attivo a Bologna, porta avanti una ricerca che indaga l’ontologia della performance al confine tra realtà e finzione, intrecciando movimento e stasi. Formatosi tra filosofia e arti performative, ha presentato e sviluppato il suo lavoro in contesti di rilievo nazionale e internazionale, collaborando con importanti istituzioni e festival. Bow si inserisce coerentemente in questo percorso, offrendo al pubblico la possibilità rara di assistere non a un esito concluso, ma a un pensiero coreografico mentre prende forma.

 

Con questi due appuntamenti, la Fonderia si propone ancora una volta come luogo di attraversamento, dove la danza non è solo spettacolo ma pratica condivisa, spazio di ascolto e occasione di incontro tra artisti e comunità.

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