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ANSA ULTIM’ORA: INTERVENTO VETERINARIO IBIS OPERATO CON SUCCESSO

LEAL: “IBIS EREMITA IMPALLINATO IN ABRUZZO: STATO ASSENTE E REGIONI SPETTATRICI”

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LEAL denuncia l’ennesimo scempio venatorio del 21 gennaio, evidenziando come l’episodio sia la prova tangibile di un sistema di tutela perdente. Nonostante l’esemplare fosse monitorato via GPS nell’ambito del prestigioso progetto internazionale Waldrappteam, la mancanza di sorveglianza attiva sul territorio ha reso vano ogni sforzo di reintroduzione.

Il bracconaggio in Italia sta ormai assumendo i contorni di uno scandalo internazionale: l’indignazione dei partner europei è giunta fino alla Camera dei Deputati, ponendo l’accento su un impunità diffusa. In regioni come Abruzzo, Toscana e Veneto, l’assenza di controlli e sanzioni certe sta sistematicamente vanificando decenni di investimenti e progressi nella tutela della biodiversità.

Gian Marco Prampolini, Presidente LEAL dichiara: “Reintrodurre l’Ibis è certamente un’azione positiva contro la barbarie, ma il fatto di Penne è un grido d’allarme che non possiamo ignorare. La vigilanza è debole e la giustizia assente. Il sistema è al collasso. Non bastano le speranze: servono fatti. Il bracconaggio non è solo un crimine ambientale, ma un danno economico e d’immagine per l’intero Paese.  Ogni Regione coinvolta dovrebbe istituire zone di protezione temporanea nei luoghi di sosta segnalati dai tracciati satellitari. Solo attraverso un coordinamento tecnico tra istituzioni e forze dell’ordine si potrà garantire una sorveglianza reale, facendo sì che la tutela della biodiversità diventi finalmente un dovere attuato con serietà e rigore”.

LEAL sottolinea che è tempo che le Regioni smettano di delegare la salvezza degli animali feriti alle sole ONG e si assumano la responsabilità diretta della tutela del territorio. Le amministrazioni non possono continuare a fare da spettatrici mentre il patrimonio comune viene distrutto: chi amministra ha il dovere etico e legale di garantire la sicurezza della fauna protetta.

Foto allegata
I contatti dell’ufficio stampa non sono pubblicabili 

 

 

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