Advertisement

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su una questione che non riguarda solo l’accesso al mare, ma la qualità stessa della nostra democrazia: l’effettiva accessibilità degli spazi pubblici e il rispetto dei diritti delle persone con disabilità.

La denuncia dell’attivista Christian Durso, emersa dalla zona di confine tra Agropoli e Capaccio Paestum lungo il fiume Solofrone, restituisce un’immagine tanto concreta quanto simbolica. Spiagge formalmente pubbliche che, nella realtà dei fatti, diventano impraticabili; accessi liberi che si restringono fino a trasformarsi in sentieri sconnessi, scalini invalicabili, barriere naturali e artificiali che escludono proprio chi avrebbe maggiore bisogno di tutela.

Advertisement

Non si tratta di un disagio stagionale né di una criticità marginale. Il diritto alla fruizione degli spazi demaniali, come le spiagge, è un diritto permanente, che non può essere sospeso con la chiusura degli stabilimenti balneari né subordinato alla “normalità” fisica di chi li attraversa. Quando l’accessibilità viene meno, viene meno anche il principio di uguaglianza sostanziale sancito dalla Costituzione.

Le parole di Durso colpiscono per la loro semplicità e verità: le persone con disabilità non vanno in letargo. Vivono tutto l’anno, desiderano il contatto con la natura, il mare, il territorio. Negare questo significa trasformare una condizione fisica in una condanna sociale, alimentando una cultura dell’esclusione che contraddice apertamente i valori dei diritti umani.

Come docenti impegnati nella formazione delle giovani generazioni, riteniamo che l’inaccessibilità non sia solo un problema tecnico, ma un fallimento educativo e civico. Ogni barriera non rimossa è un messaggio implicito che insegna che alcuni diritti possono essere “ridotti”, “compresi”, adattati alla convenienza amministrativa. Ma i diritti, per loro natura, non si comprimono.

Per questo il Coordinamento avanza una proposta chiara e realizzabile: l’istituzione, a livello comunale e intercomunale, di un Piano permanente di accessibilità delle spiagge pubbliche, valido per tutto l’anno, che preveda:

  • la mappatura trasparente e aggiornata degli accessi realmente fruibili;
  • interventi strutturali minimi ma essenziali (scivoli, percorsi stabili, manutenzione);
  • il coinvolgimento delle associazioni delle persone con disabilità nei processi decisionali;
  • un sistema di monitoraggio pubblico che renda le amministrazioni responsabili nel tempo.

L’accessibilità non riguarda solo chi oggi incontra una barriera, ma interroga l’intera collettività sul modello di società che intende costruire. Ogni gradino non superabile, ogni accesso negato, ogni spazio pubblico sottratto è una rinuncia silenziosa alla responsabilità civile e costituzionale che le istituzioni hanno verso tutti i cittadini.

Garantire l’accesso al mare, come a qualsiasi bene comune, significa affermare che la dignità non è negoziabile e che l’uguaglianza non è un principio astratto, ma una pratica quotidiana. È in questi gesti concreti – apparentemente piccoli, ma profondamente simbolici – che si misura la distanza tra un diritto proclamato e un diritto vissuto.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce che una comunità è davvero inclusiva solo quando nessuno è costretto a chiedere ciò che dovrebbe essere già garantito. Perché i diritti non si concedono: si rispettano. E il mare, patrimonio comune e spazio di libertà, deve tornare ad esserlo per tutte e per tutti, in ogni stagione dell’anno.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteFEDERAZIONE ITALIANA TIRO CON L’ARCO XXXIX Campionato Italiano Indoor Para-Archery Palasport – Lamezia Terme, 24-25 gennaio 2026
Articolo successivoL’Italia ha vinto l’Octagonal International Match battendo la Spagna

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui