Cosa è emerso da questa intervista? – L’esclusiva di Quarto Grado ad Andrea Sempio
Andrea Sempio ha concesso una intervista alla trasmissione Quarto Grado in esclusiva condotta con il consueto rigore giornalisticoma con qualche indulgenza e la sensibilità che contraddistingue il programma. Ha cercato di far emergere non solo i fatti, ma anche il vissuto umano di una persona rimasta per anni schiacciata dal sospetto e dal peso di un caso mediatico enorme.
Inutile dire che questo evento fosse assai atteso dai social, dai media e soprattutto dall’opinione pubblica interessatissima a questo caso circa l’omicidio di Chiara Poggi. L’intervista e’ apparsa tranquilla senza eccessivi fatti significativi che avrebbeo potuto dare indicazioni precise circa la sua posizione all’interno delle nuove indagini.
Nulla di tutto questo ma solo una dimostrazione di notevole disinvoltura. Si comprende come il tempo abbia forgiato la personalita’ di Sempio, come lo stress mediatico lo abbia posto al cospetto della necessita’ di afferrare il toro per le corna con un unico convincimento:
Piu’ nera della mezzanotte non potra’ essere
Ciascuno di noi si e’ fatta un’idea. Quella comune, generalizzata, tende a non riconoscere in lui l’autore del delitto di Chiara ma una figura dominante, una sorta di ragazzo Alfa oggi divenuto uomo che domina la scena. Che Andrea Sempio sia dotato di un certo carisma tra i suoi coetanei nella Garlasco del 2007 sembra evidente. Una personalita’ forte quella di Andrea con la forza di presiedere il gruppo e di avere ascendente. Un riferimento in grado di condizionare e guidare il gruppo dall’alto di una autorevolezza conclamata e riconosciuta.
“Sono stato indicato, sospettato, messo in discussione per anni, ha detto, ma io non ho nulla da nascondere. Non c’entro nulla con quello che è successo a Chiara.”
Ha detto cosi’ nel corso della sua intervista sottolineando che fosse comprensibile la curiosita’ del pubblico e il lavoro dei giornalisti intorno alla tragica vicenda, ma al tempo stesso pretende il massimo della attinenza ai fatti e delle verita’ a disposizione nel rispetto soprattutto delle persone indagate.
“Ci sono stati momenti, ha sottolineato, in cui ho pensato che la mia vita fosse segnata per sempre da accuse che non avevano alcun fondamento.”
Lasciando agli esperti l’analisi del linguaggio non verbale e tutte le considerazioni inerenti al tono della voce, alla tranquillita’ dimostrata, alla sopportazione formidabile allo stress delle domande e delle risposte davanti alle telecamere di una trasmissione molto seguita, l’intervista lascia tutti i dubbi insoluti che c’erano e che rimangono.
Perche’ Andrea Sempio ha scelto questa volta di uscire dalla tricea della riservatezza e di concedersi alla telecamere senza paragadute? la risposta e’ una sola: la consapevolezza di trovarsi tra l’incudine ed il martello stritolato da una macchina che potrebbe stritolarlo irrimediabilmente.
Andrea Sempio non ha ucciso nessuno
Sempio ha mostrato un volto simil autentico, quello di un uomo che ha voluto ribadire la propria innocenza e restituirsi una dignità pubblica. Non ha preteso di riscrivere la storia del delitto di Garlasco, ma di riappropriarsi della propria storia personale, fatta di silenzi, dolore e necessità di verità.
L’esposizione mediatica di Andrea Sempio, non sembra aggiungere ne’ togliere nulla allo stato delle cose solo ansia e trepidazione in piu’ alle vecchie ansie passate. Una cosa e’ certa l’assoluta mancanza di paura o, meglio, di prudenza da parte sua di esporsi alle telecamere, e’ stata messa oramai da parte con piglio e sicurezza.











