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Si tratta di uno degli incontri più belli e profondi de Il piccolo principe del celebarrimo Antonine D Saint-Exupery. È un incontro che parla di amicizia, amore e responsabilità… e che ci ricorda che le cose più importanti non fanno rumore, ma lasciano il segno e non si vedono.

Approdato nel deserto il Piccolo Principe incontra una volpe. Diffidente quest’ultima all’approccio dichiara subito che non potra’ giocare con lui in quanto non sono “addomesticati“:

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“addomesticati non significa affatto creare dei legami”

-dice la volpe-

Creare dei legami, secondo la volpe e’ un processo lento per il quale e’ necessario una serie di componenti tra cui molta pazienza e rituali comuni cioe’ piccoli avvicimamenti, piccoli passi accettati riconoscendo l’altro nel suo modo d’essere.

Per la volpe a quel punto e solo a quel punto quando il processo si sara’ concluso il Piccolo Principe non sara’ piu’ un bambino qualunque tra i tanti ma “il suo bambino“.

Quando la volpe ed il Piccolo Principe si separano la volpe si dispiace nel doverlo lasciare ma e’ anche fiero e contento che da quella conoscenza divenuta “legame” ha guadagnato molto, qualcosa di valore, di prezioso ed ecco perche’ gli regala il suo segreto:

“L’essenziale e’ invisibile agli occhi. Non si vede bene che col cuore”

Che cosa significa? Insomma come interpretare questo atteggiamento della volpe? Ha voluto semplicemente impartirgli delle lezioni spiegando che qualcuno e’ speciale perche’ e’ il tempo e l’amore che gli dedichiamo a renderlo tale, i legami diventano piu’ ricchi ed umani anche nelle situazioni di sofferenza e di disagio e soprattutto che una volta “addomesticati” ciascuno si prendera’ cura dell’altro e ciascuno amera’ l’altro. Un legame, insomma un patto di ferro. Domare per la volpe significa creare dunque un legame indissolubile dove il tempo e la pazienza dedicati all’altro sono i segni della unicita’ della relazione se pur nell’assenza di ogni limitazione e senza possesso. La stessa volpe chiarisce che chi è domato diventa unico e irripetibile agli occhi dell’altro, un’amicizia come dono e responsabilità reciproca.

“Tu diventi responsabile per sempre di cio’ che hai addomesticato” -dice la volpe-.

E’ una frase cruciale dell’incontro in quanto per la volpe ‘addomesticare’ significa amare, rendere qualcuno unico e prendersene cura. E’ dunque una “responsabilita” che si concretizza in comportamenti molto importanti costanti nel tempo, una attenzione puntuale e costante. Questa responsabilita’ scaturisce direttamente dall’affetto e da’ senso alla vita. E’ un legame per sempre, granitico ed immodificabile che, una volta consolidatosi, non si puo’ far finta che non esista piu’.

L’esercizio che potremmo suggerire sarebbe dare dei nomi alla volpe ed al Piccolo Principe a proposito del caso Garlasco per interpretare in primo luogo il post trovato secondo le fonti giornalistiche e pubblicato il 17 dicembre 2014 e che, conviene ricordare, non fa parte degli atti giudiziari sul quale era disegnata una volpe e si leggeva:

“L’essenziale e’ invisibile per gli occhi…non dimenticare il mio segreto”

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