Kitzbühel si tinge d’azzurro: il trionfo di Franzoni costruito a Cesenatico
Il dominatore della Streif la scorsa estate ha preparato salti e reattività muscolare all’Accademia Acrobatica del professor Ciavolella
Sulla discesa più iconica del Circo Bianco Giovanni Franzoni firma un capolavoro e batte Odermatt per 7 centesimi. Un successo costruito anche d’estate al mare, all’Accademia Acrobatica di Cesenatico con il prof. Giampaolo Ciavolella, dove la Nazionale ha affinato equilibrio, reattività e gestione dei salti
La Streif non perdona e non regala nulla: è la discesa più prestigiosa e temuta della Coppa del Mondo, la pista dove si entra nella leggenda. E stavolta, a Kitzbühel, la leggenda parla italiano.
Giovanni Franzoni vince con un’autentica opera d’arte: qualche sbavatura nella parte alta, poi una seconda metà da manuale, linee pulite, velocità altissima e traiettorie disegnate. Il cronometro si ferma su 1’52”31: nessuno riesce più ad avvicinarlo.
Marco Odermatt deve arrendersi per 7/100, disperato al traguardo. Sul podio sale anche il francese Maxence Muzaton, che col pettorale 29 fa tremare tutti e chiude terzo a 0”39. Ai piedi dei primi tre resta Florian Schieder, quarto, mentre l’Italia piazza anche Dominik Paris in top ten. Ma il giorno è tutto per Franzoni: seconda vittoria in Coppa del Mondo e quarto podio in un mese, con la firma più pesante possibile sulla pista simbolo della velocità.
C’è però un dettaglio che rende questo trionfo ancora più speciale: nasce lontano dalla neve, al mare. Nell’estate azzurra la preparazione è passata da Cesenatico, dove la FISI ha trasferito il gruppo di velocità all’Accademia Acrobatica per uno stage di cinque giorni.
Con il professor Giampaolo Ciavolella e lo staff, il lavoro ha puntato su stabilizzazione e senso cinestesico, reattività muscolare su superfici di diversa densità, gestione posturale nelle fasi di volo e dell’equilibrio dinamico: imparare a controllare il corpo nello spazio e ad atterrare meglio dopo i salti, adattandosi a terreni e “nevi” diverse.
Il programma era da ritiro: sveglia, colazione di squadra e due ore e mezza in palestra al mattino, poi pomeriggi in acqua e una giornata dedicata al lavoro indoor. “In estate possiamo arricchire la preparazione con qualcosa di diverso e utile”, ricordava il preparatore Davide Verga. Oggi, sulla Streif, quel percorso si è trasformato in velocità, precisione e coraggio.
Franzoni dedica anche questa impresa al compianto Matteo Franzoso. E dopo Wengen, ecco Kitzbühel: l’azzurro doma un altro gigante e mette la sua firma sulla pista più famosa del mondo.











