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DONNE STUPRATE IN “STORIA DELL’INDOMITA ANGELA NORMANNO”

Una serata straordinaria quella di giovedì 22 gennaio a Barcellona Pozzo di Gotto in cui è stato presentato il recente romanzo de poliedrico Giuseppe Messina “Storia dell’indomita Angela Normanno” (Ediz. Pagine, 2025) nell’auditorium del “Parco Maggiore La rosa” di Barcellona Pozzo di Gotto dove il pubblico è stato intrattenuto anche dal duo Tiziana Filiti, mezzosoprano e dal chitarrista Alessandro Monteleone che hanno eseguito musiche classiche delle culture spagnola e siciliana, alla presenza degli Assessori Angelita Pino e Roberto Molino che hanno portato i saluti del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

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La manifestazione è stata avviata dal presidente dell’Associazione Culturale “FilicusArte” Giuseppe Giunta che ha parlato anche dell’attività nell’imminente futuro oltre ad annunciare la presenza di Giuseppe Messina.

Subito dopo ha presentato le relatrici, Graziella Lo Vano, scrittrice ed operatrice culturale che oltre a parlare, in sintesi, del romanzo ha dialogato con l’autore; Maria Torre, Biografa del Messina, ne ha sintetizzato la biografia, raccontando un pò dell’avventurosa vita dell’artista che, dopo essersi trasferito a Roma a metà degli anni sessanta del secolo scorso, dove ha vissuto per anni a contatto con grandi artisti e letterati del tempo, ha fatto ritorno in Sicilia dove ha fondato il “Movimento per la Divulgazione Culturale”, un giornale mensile (La Molla) ed ha organizzato, per 23 edizioni “I Giorni della Divulgazione della Cultura”.

Questo poliedrico personaggio che si occupa di pittura, scultura, giornalismo, ha scritto di teatro e realizzato alcuni documentari e film d’impegno sociale ed ha fatto della sua casa “Oikos Museio”, la casa museo nel cui giardino fanno mostra di sé importanti sculture come il “Cristo che spezza la croce” di metri 3,30, la testa del “Ciclope nel vento” 90 cm, “Demetra fonte di vita”di 4 metri costruita sopra un ulivo vivo, e “Proserpina sorgente di calore, colore, luce e speranza” di metri 5,40. La biografa ha ricordato anche alcune importanti onorificenze che Giuseppe Messina ha ricevuto, come la Medaglia d’Oro del Senato della Repubblica, per l’opera letteraria, la Targa d’Argento della Presidenza della Repubblica per i suoi 40 anni di attività artistica e culturale e il trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana per i suoi 50 anni dedicati all’attività culturale.

 

Giuseppe Messina si presenta con il suo recente romanzo “Storia dell’indomita Angela Normanno” che è già anticipato dal suo stesso dipinto di donna nuda, che si trova in copertina dell’ stesso libro e sulla locandina dell’evento, Giuseppe Messina ha scritto un romanzo forte, intenso, appassionato, che mescola perfettamente realtà – perché donne come Angela Normanno ce ne sono state e ce ne sono ancora tante in Sicilia e nel mondo – alla finzione, all’immaginazione di una realtà possibile, all’aspirazione che qualcosa di decisivo arrivi a salvare la situazione. Difatti quello di Angela non è soltanto il resoconto di una ragazza rapita dalla violenza di un uomo malvagio, ma è, soprattutto, la celebrazione della volontà, della forza d’animo di questa ragazza nell’auto determinarsi e di scegliersi un destino, che non è certo un destino facile, ma è un destino di libertà e di dignità. Lo scenario di questo romanzo è facilmente riconoscibile nei nostri paesaggi, nelle nostre colline; mentre i tipi umani che Giuseppe Messina descrive li possiamo rintracciare tra i nostri volti, tra le nostre conoscenze (del passato e del presente).

La storia, poi piccola e grande che fa da contesto al racconto, è la nostra, la conosciamo bene.

Su tutto aleggia un messaggio disperato che Giuseppe Messina lancia, cioè quello di una giustizia finalmente realizzata in un mondo in cui i buoni riescono a trionfare sui cattivi, anche con la violenza. Forse è un messaggio che non si realizzerà, mai, soltanto un’utopia, ma il Messina ha nelle sue corde questa ideologia, l’ha sempre avuta nei suoi quadri, nelle sculture, nei poemi epici. Giuseppe Messina tende ad un mondo giusto, ad un mondo liberato

dal male degli uomini e forse questo è il retaggio della sua formazione del ’68 quando da giovane intellettuale si avvicinava al mondo della Sinistra, al mondo progressista di quegli anni poi scomparso e annullato dall’indifferenza borghese dei nostri giorni.  Storia di Angela Normanno lo possiamo leggere quasi come un manifesto, certo non politicizzato, ma grido di un’umanità che non tollera la sopraffazione, che anela alla giustizia, che spera in una pacificazione in primis con la propria coscienza, senza però

dimenticare. Quello di Giuseppe Messina è un romanzo che si legge subito, ti appassiona; è un po’ come il suo carattere, ti prende e ti coinvolge; la scrittura è abbastanza piana, quotidiana, ti fa capire tutto, la leggibilità del romanzo è altissima ed è questa, sicuramente la sua forza tecnica che fa sì che il messaggio di quest’opera d’arte giunga nella mente di tutti.

Giuseppe Messina si conferma così un intellettuale a 360° che fa arte non per divertimento, non per distrazione, non per consolazione, ma per fare discorso sul mondo e indicare la propria personale (ma attraverso l’arte diventa universale) visione delle cose.

Nelle foto: Un momento della presentazione del libro (da sx: Maria Torre, Giuseppe Messina, Giuseppe Giunta e Graziella Lo Vano); Locandina con copertina del libro. 3) Da sx.: Alessandro Monteleone, Tiziana Filiti, Giuseppe Messina. Giuseppe Giunta e Graziella Lo Vano; L’autore-artista Giuseppe Messina; Esposizione libri.

 

Andrea Italiano

 

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