L’aborto e gli spropositi dei papi
Sembra che ogni papa cerchi di superare il predecessore nel pronunciare spropositi riguardo all’aborto. Giovanni Paolo II, nella Evangelium vitae, con sconcertante disinvoltura ebbe il coraggio di mettere sullo stesso piano l’aborto e l’omicidio di Caino, dimenticando il particolare che all’origine del fratricidio biblico c’erano la gelosia, l’odio profondo, sentimenti che non sono mai assolutamente all’origine dell’aborto. Benedetto XVI invece, incontrando i vescovi della Romania, con la stessa disinvoltura mise l’aborto sullo stesso piano della corruzione, dell’alcolismo e della droga. E con la medesima disinvoltura il buon papa Francesco ebbe il coraggio di paragonare una donna, alle volte una ragazzina, che magari hanno fatto ricorso all’aborto per necessità, per disperazione, ad un delinquente che paga un sicario per commettere un omicidio. E adesso Leone XIV se n’è uscito con l’assurdità che “il più grande distruttore della pace è l’aborto”, citando Madre Teresa di Calcutta, che tra l’altro del Vangelo aveva capito assai poco. E noi che eravamo convinti che i distruttori della pace fossero gli appassionati delle armi e delle guerre, coloro che per sete di ricchezza e di potere ricorrono alla violenza, i razzisti, coloro che maltrattano e sfruttano i deboli, soprattutto donne e bambini. Sembra anche che ogni papa cerchi di superare il predecessore nel non farsi scrupoli riguardo alle donne che hanno abortito. Lontano da loro la preoccupazione di ferirle, di addolorarle profondamente. Così va questo povero mondo.
Renato Pierri












Egregio signor Pierri, leggo l’articolo e non posso esimermi dal replicare. Trovo banale e preistorico questo suo commento alle giustissime parole di Papa Leone XIV. I soliti luoghi comuni sugli aborti per casi disperati, quando le statistiche dicono che stupri e problemi di salute incidono per l’1%. Che i dieci comandamenti dicano di non uccidere e che i Pontefici non intendano cambiare l’insegnamento della Bibbia sembra irrilevante, vero? Noi credenti guardiamo con devozione e riconoscenza a chi traccia la strada per la salvezza. Non si tratta di spropositi, quelli pronunciati dal Papa, ma di Verità. Se lei, signor Pierri, avesse argomentazioni di cultura potrei anche mettermi a discutere, ma leggo solo superficialità. Inoltre ritengo anche preistorica questa sua difesa ad oltranza dell’aborto, un genocidio perpetrato quotidianamente in Italia e nel mondo: a quanto pare non bastano 6.000.000 di bambini soppressi con l’IVG in questo ultimo mezzo secolo perché ci si renda conto dello scempio di disumanità al quale assistiamo. Un’ultima annotazione: scrive un uomo! Assistiamo ancora una volta all’eclissi della figura maschile, pronta a fuggire di fronte alle proprie responsabilità per scaricare sulla donna l’onere e il dolore della decisione che la segnerà per tutta la vita. Un minimo di dignità, per favore! Non si nasconda dietro le parole del Papa per evitare di ammettere la mancanza di coraggio: di questo ha bisogno una donna in difficoltà per una gravidanza inaspettata, di aiuto.
Noi del Comitato “ Pro-life insieme “ rispondiamo agli articoli che leggiamo ogni giorno su riviste, quotidiani, siti, blog, tutti omologati in una miriade di affermazioni volte a negare l’umanità del bimbo concepito, il cui cuore batte a 18 giorni e che desidera solo nascere.
Quando il Pontefice giustamente richiama il Magistero immutabile, si può scegliere di seguire oppure, se non si hanno argomentazioni di spessore, si può scegliere di tacere.
Prof. Vittoria Criscuolo
Vicepresidente Comitato Pro-life insieme
“Consiglio una lettura approfondita del vangelo, dei miei articoli e dei miei libri. Saluti cordiali”.
Questa la risposta del prof. Pierri