«Dalla Commissione Trasparenza e Garanzia del X Municipio è emerso un dato ancora più grave di quanto inizialmente ipotizzato: non solo per il Natale non esisteva un cronoprogramma, ma da anni l’Amministrazione municipale non predispone alcuna programmazione strutturata degli eventi, nonostante le risorse economiche siano già previste a bilancio fin dall’inizio dell’anno».
Lo dichiara Giuseppe Conforzi, Capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio Roma X, commentando quanto emerso nel corso della Commissione Trasparenza e Garanzia, presieduta da Pietro Malara, dedicata alla gestione degli eventi legati alle festività.
«Nel corso della seduta – spiega Conforzi – l’Assessorato alla Cultura, sollecitato più volte a rispondere in modo puntuale, ha dovuto ammettere che non esiste un cronoprogramma degli eventi, non solo per il Natale appena trascorso ma come prassi consolidata negli anni. Questo avviene nonostante i fondi siano già disponibili a bilancio e nonostante l’obbligo, sancito dagli atti di programmazione, di pianificare le iniziative su base pluriennale».
Secondo il Capogruppo di Fratelli d’Italia, questo scenario apre una questione che va oltre la contingenza. «Quando viene meno la programmazione – sottolinea – decadono i principi fondamentali della concorrenza e dell’obbligo di risparmio della spesa pubblica. Arrivare sistematicamente sotto data significa restringere il mercato, ridurre la partecipazione degli operatori e rendere inevitabile il ricorso a procedure emergenziali».
Conforzi richiama inoltre un aspetto spesso ignorato nel dibattito pubblico. «A tutto questo si aggiunge un costo indiretto ma reale: le ore di lavoro degli uffici, costretti ogni anno a gestire gare e affidamenti in condizioni di urgenza, con un carico amministrativo che potrebbe essere evitato attraverso una pianificazione corretta e tempestiva».
«Non siamo di fronte a un episodio isolato – conclude Conforzi – ma a una modalità di gestione che si ripete nel tempo e che solleva ombre sulla tenuta dei principi di legalità amministrativa, oltre a penalizzare trasparenza, concorrenza ed efficienza. È per questo che Fratelli d’Italia ha ritenuto doveroso portare la questione prima in Commissione e poi all’attenzione degli organi competenti: non per fare polemica, ma per pretendere un cambio di metodo».










