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Francesca Nunzi è tra i protagonisti di Morbo K, la miniserie evento in onda su Rai 1 in occasione della Giornata della Memoria il 27 e 28 gennaio 2026. Nella fiction, diretta da Francesco Patierno, interpreta la madre del protagonista (Giacomo Giorgio), un personaggio intenso e profondamente
umano, coinvolto suo malgrado in una delle pagine più drammatiche della storia italiana. «È una madre come tante, molto legata al figlio, che si trova a scegliere tra la paura e il senso di giustizia», racconta l’attrice.
Parallelamente all’impegno televisivo, Francesca Nunzi è in tournée teatrale con Aggiungi un posto a tavola, storico capolavoro della commedia musicale italiana, che continua a registrare grande successo di pubblico in tutta Italia, confermandosi uno degli spettacoli più amati di sempre. «Ormai è diventato un vero rito collettivo, uno spettacolo a cui il pubblico torna perché fa parte della nostra cultura», sottolinea.
Prosegue anche il suo forte impegno civile e artistico con Noi Due, spettacolo teatrale dedicato al tema dell’autismo, tratto dal libro di Paola Nicoletti, in cui Nunzi racconta con profondità e sensibilità il percorso di una madre e di suo figlio dalla nascita all’età adulta. «L’autismo non è una malattia, ma un diverso modo di stare al mondo», spiega l’attrice. In ambito televisivo, Francesca Nunzi è inoltre acting coach nella serie Rai One of Us, ambientata in una scuola inclusiva e interpretata anche da giovani attori con disabilità reali, oltre a comparire
con un piccolo cameo. «Lavorare con questi ragazzi è un’esperienza umana e artistica di grande valore», afferma. Tra gli ultimi lavori teatrali figura anche Mamma e papà, commedia da lei scritta e andata in scena con grande successo a Firenze, confermando ancora una volta la sua versatilità di attrice, autrice e
interprete sensibile alle tematiche sociali e umane. Parallelamente, Francesca Nunzi ha recentemente pubblicato il libro Mav, una storia di coraggio e rinascita che racconta il percorso della nipote, una giovane ragazza colpita da una malformazione cerebrale affrontata con amore, immaginazione e la forza dei legami familiari. «È una storia che parla di dolore ma anche di speranza, di amore e di legami che possono trasformare le difficoltà in nuova forza», racconta l’autrice.
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