Garlasco. L’obiettivo e’ evitare suicidi
La storia di Garlasco conta una serie sconcertante di suicidi avvenuti negli anni. Certo che una cittadina cosi’ piccola ha accusato questi eventi in maniera molto pesante. Lo sconcerto, l’incredulita’ oppure addirittura la mancanza di meraviglia hanno segnato e segnano una storia funesta costellata di illazioni, fantasie e verita’ miste al mito del segreto e dell’indicibile.
Eppure si tratta anche di giovanissimi che avvinti dagli eventi dalle loro storie personali non hanno trovato nessun’altra soluzione che la morte. Depressione? Sconforto? Impossibilita’ di vedere una soluzione? Sta di fatto che questa fragilita’ ancora segna una pagina triste della vita cittadina. Insomma al cospetto della morte, del togliersi la vita volontariamente ogni cosa e’ da considerarsi superabile. “Solo alla morte non c’e’ rimedio” si dice nella vulgata popolare. Niente regge, nessun reato per quanto plateale potrebbe reggere al confronto dello spirito di conservazione della vita.
Il sospetto regna sovrano. Incombe. Convive seraficamente oramai nella testa e nella quotidianita’ come una macchia che non si elimina ma si deve dimenticare. Prima Alberto Stasi condannato, oggi Andrea Sempio indagato in concorso, stessa storia stesso copione e probabilmente non c’entrano nessuno dei due estranei del tutto all’omicidio di Chiara Poggi.
Al punto in cui sono arrivate le indagini sul delitto della povera Chiara, nel momento in cui sta per rivelarsi l’arcano, il pericolo della “resa” atterrisce e sarebbe l’epilogo piu’ brutto, qualora fosse possibile, di una storia gia’ di per se’ stessa orrenda. Speriamo di no.
La procura sta lavorando con tutte le attenzioni possibili. E’ prudente, riservata, consapevole di irrompere in un delitto veramente particolare dove la verita’ sembra doversi negare oltre l’evidenza dei fatti.











