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Italia dei Diritti De Pierro considera follia pura la mancata manutenzione della SS 166 degli Alburni
Da sempre molto attento alla sicurezza stradale il movimento Italia dei Diritti De Pierro denuncia l’ennesima situazione di degrado nella quale versa una strada statale italiana ” La reiterata assenza di manutenzione aumenta lo stato di degrado delle nostre strade rendendole pericolose per chi le percorre quotidianamente”
Roma 13 febbraio 2026: Il movimento politico Italia dei Diritti De Pierro torna a occuparsi della rete viaria nazionale prendendo in esame la SS 166 degli Alburni che attraversa il Parco del Cilento. La situazione sconcertante nella quale versa, viene descritta dal segretario provinciale IdD per Salerno Corrado Fella:” Questa importante arteria che dalla stazione di Capaccio-Roccadaspide collega il Vallo di Diano fino ad Atena Scalo versa in uno stato di assoluto abbandono. Partendo da Capaccio si evidenziano numerosi tratti franosi sul territorio di Roccadaspide per poi trovare un ponte, o pseudo tale,  su un torrente dove è stato posizionato un semaforo con divieto di transito ai mezzi pesanti. Detto semaforo – continua Fella –  risulta inattivo da più di un anno senza che nessuno sia intervenuto per il suo ripristino il che crea un notevole disagio all’utenza. Altro punto critico di questa statale, lo si trova nel territorio di Castel San Lorenzo subito dopo l’incrocio con la strada regionale che va verso Felitto, da questo punto fino a raggiungere la località Ponte Calore si notano importanti dislivelli creati dal terreno franoso. Continuando il cammino in direzione Atena, dalla località Ponte di Sette Luci fino ad arrivare a Bellosguardo, per circa 7 chilometri, la manutenzione risulta inesistente; foglie, sassi, fango e rami secchi ne occupano le corsie di marcia, e i muretti di protezione si trovano in uno stato di sbriciolamento e ridotti ad altezze non sufficienti a garantire una eventuale protezione in caso di urto. Passiamo poi sul territorio di Corleto Monforte va avanti ancora Fella –  dove la stessa SS 166 si presenta con delle frane addirittura la dove ci sono stati recenti interventi di messa in sicurezza. E se tutto questo non risultasse sufficiente a garantire un intervento per la messa in sicurezza di questa statale, arrivati a due chilometri da San Rufo nel territorio di quest’ultimo, ci imbattiamo direttamente in un restringimento in piena curva della carreggiata causato da una frana. Pensate che questo restringimento è lì da anni e non ci spieghiamo come mai un’arteria di notevole importanza sia lasciata in questo stato di abbandono totale dagli enti che dovrebbero preservarla. Una cosa semplice da fare potrebbe essere la riattivazione di un servizio che preveda un personale fisso dell’Anas per la sua manutenzione ordinaria e straordinaria, cosa che dovrebbe essere presente in tutte le strade italiane ma che continua a latitare. A margine di tutto ciò – conclude Corrado Fella – ci sono i cinghiali che per ricercare il cibo, scavano il terreno depositando terriccio e sassi sulla carreggiata stradale rendendo ancora più pericolo il transito”. Da sempre attivo nel denunciare le criticità che presenta la rete viaria italiana, Carlo Spinelli responsabile nazionale per la Politica Interna del movimento presieduto dal giornalista romano Antonello De Pierro, loda Corrado Fella per la segnalazione e aggiunge:” La fragilità delle nostre strada si sta manifestando in questi giorni di maltempo che sta causando ingenti danni alla circolazione con smottamenti, frane e voragini che si aprono improvvise sotte le ruote degli automobilisti che sfortunatamente si trovano a percorrerle nel momento sbagliato. Ma è sempre il momento sbagliato oserei dire, perché a volte non occorre un’ondata di forte maltempo per rendere critica la circolazione veicolare nelle nostre strade. Infatti gli sprofondamenti dell’asfalto o il crollo di un ponte possono verificarsi nei momenti più impensati creando situazioni di enorme pericolo che sfociano purtroppo anche in gravi tragedie. Che siano statali, regionali o provinciali, le strade italiane sono mal tenute e la reiterata mancanza di manutenzione, accresce la situazione di degrado e mette a repentaglio la vita di tutti noi che le percorriamo quotidianamente. L’Italia, attraverso il Ministro per le Infrastrutture, pensa che spendere oltre tredici miliardi di euro per costruire un ponte renda il nostro Paese all’avanguardia in tema di infrastrutture, ma se quei soldi venissero spesi per la manutenzione di quelle già esistenti – conclude Spinelli – magari non potremmo considerarci all’avanguardia ma sicuramente renderà più sicure le nostre strade, e la sicurezza dei cittadini dovrebbe essere prioritaria per i governi di tutto il mondo”.

 

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