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Palestina, Berruto (PD): “Distruggere lo sport significa cancellare l’identità di un popolo, è quello che accade in Palestina. Minacciano attacchi sugli stadi, altro che tregua olimpica”

 

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“Quanto sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania è un’azione di demolizione di qualunque tentativo di vita civile, e quindi anche dello sport. Non è un effetto collaterale, si distruggono le infrastrutture sportive per colpire atlete e atleti che hanno un valore simbolico per il popolo. Questo significa portare avanti un progetto di demolizione di tutto ciò che quel popolo può vedere come collante. Distruggere lo sport vuol dire cancellare l’identità di un popolo. A Milano-Cortina Israele ha una sua delegazione, la Palestina no, perché non ha atleti e le attività sono sospese da mesi. Si parla di 684 sportivi uccisi, un numero destinato tragicamente ad aggiornarsi”. Queste le parole di Mauro Berruto, onorevole del Partito Democratico, durante il suo intervento su Radio Cusano Campus, nel corso del programma “Dissocial”, con Livia Ventimiglia e Lorenzo Tosa.

“Dodici stadi approvati dalla Fifa sono stati distrutti, e prima ancora erano campi di concentramento: un fatto terribile di per sé, a cui si aggiunge un valore simbolico. Noi non possiamo sapere cosa significa avere ogni giorno il timore di essere un bersaglio semplicemente perché sei nato in Palestina, e vivere costantemente questa realtà ogni tanto richiede una boccata di ossigeno che lo sport è capace di offrire”, ha proseguito l’onorevole. “Nel campo da calcio di Aida, a Betlemme, è stato indetto un torneo che aveva raccolto decine di calciatrici, ragazzi sotto i 12 anni, quando è arrivata una telefonata che avvertiva che se il torneo si fosse svolto, sarebbe arrivato l’esercito a distruggere tutto. Questo è successo durante i Giochi Olimpici, durante la tanto citata tregua olimpica che viene sventolata ma poi contraddetta da quello che succede”.

“Nel 2028 penso si potrebbe vedere una spedizione olimpica palestinese, grazie anche alla loro resilienza e caparbietà. La Nazionale di calcio palestinese ha sfiorato l’accesso al Mondiale, non ci è riuscita per un rigore dato all’Oman al 96esimo minuto, che ha lasciato molti dubbi”, ha concluso Berruto. “Poi tutto dipende da tre soggetti: CIO, UEFA e FIFA”.

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