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Il suicidio di Alberto non è una vittoria

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Cristina Zaccanti, Coordinatrice del PdF Piemonte: «Abbiamo una certezza: uno stato che uccide è una minaccia non una garanzia di civiltà»

 

«Che l’associazione Luca Coscioni esulti e con essa le forze di sinistra non ci stupisce – afferma Cristina Zaccanti, Coordinatrice regionale del Popolo della Famiglia (PdF) in Piemonte – ma che sia l’esponente leghista Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega in Regione Piemonte, ci inquieta davvero. Vediamo così confermato l’atteggiamento di una destra (attiva purtroppo anche in Parlamento) prona ai diktat della sinistra portatrice della cultura della morte e che la impone in nome della civiltà. Ci auguriamo che prevalgano anche in Parlamento quelle forze politiche che impediscano una ideologica discussione di un tema che il codice penale norma con estrema chiarezza e che la Consulta ha forzato. Gli articoli 579 e 580 del Codice Penale italiano infatti disciplinano le condotte legate alla fine vita, punendo rispettivamente l’omicidio del consenziente e l’istigazione o aiuto al suicidio. Entrambe le norme tutelano il bene della vita come indisponibile, pur considerando la volontà della vittima.

 

Il Popolo della Famiglia – prosegue Zaccanti – continua convinto a ribadire la posizione della Dottrina della Chiesa puntando esclusivamente sulla medicina palliativa. Appoggia pertanto le parole di don Giuseppe Zeppegno, presidente del Centro Cattolico di Bioetica (Diocesi di Torino), che definisce il primo suicidio assistito piemontese, “una dolorosa tragedia e una sconfitta umana e sociale perché ha ottenuto questo obiettivo rinunciando alla propria vita”.

 

Noi siamo convinti che occorra stringersi intorno ad Alberto, pregando per la sua anima e lottando perché altre persone sofferenti nel corpo e confusi nell’anima si sentano pienamente appoggiati da una comunità che li aiuti ad accettare di vivere consapevoli che persino la sofferenza, lenita e sostenuta dalle adeguate terapie del dolore, abbia diritto a resistere fino alla sua fine naturale».

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