Rifugiati sudanesi si radunano in un campo provvisorio a Koulbous, in Ciad, vicino al confine con il Sudan, nel marzo 2025, dopo essere fuggiti dal conflitto in corso. © UNHCR/Ala Kheir
SUDAN, UNHCR: la guerra sta per entrare nel quarto anno, e le agenzie umanitarie lanciano un appello per sostenere i rifugiati
Questo è un riassunto di quanto riportato da Mamadou Dian Balde, Direttore regionale dell’UNHCR per l’Africa orientale e meridionale – a cui può essere attribuito il testo citato – durante la conferenza stampa odierna al Palais des Nations di Ginevra.
L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, e 123 partner stanno cercando urgentemente 1,6 miliardi di dollari per fornire assistenza vitale e un sostegno più dignitoso a 5,9 milioni di persone in sette paesi confinanti con il Sudan entro la fine dell’anno.
Il Piano regionale di risposta ai rifugiati (RRRP) per il Sudan 2026 continuerà a dare priorità agli aiuti per i circa 470.000 nuovi rifugiati che si prevede arriveranno nei paesi confinanti quest’anno, nonché per le migliaia di altri che rimangono nelle zone di confine e che hanno ricevuto solo l’assistenza più elementare dal loro arrivo. La necessità di un quarto appello annuale di questa portata sottolinea l’impatto inesorabile della guerra in Sudan e una risposta umanitaria che fatica a tenere il passo.
A quasi tre anni dallo scoppio della guerra, il Sudan rimane la più grande crisi umanitaria e di persone in fuga al mondo, che si sta sviluppando sulla scia della più grave crisi finanziaria globale degli ultimi decenni. I combattimenti continuano in diverse parti del paese, dove i servizi essenziali sono interrotti.
L’accesso umanitario rimane limitato in molte zone. Migliaia di persone continuano a fuggire oltre confine ogni settimana, spesso arrivando in regioni già vulnerabili ma generose, dove i servizi pubblici e le opportunità economiche erano limitati anche prima della crisi.
Sebbene i governi ospitanti e le comunità locali continuino a dimostrare una notevole solidarietà, la loro capacità è ormai al limite. L’Egitto ospita attualmente il maggior numero di persone in fuga dal Sudan, con un numero di rifugiati registrati quasi quadruplicato dal 2023. Tuttavia, i drastici tagli ai finanziamenti hanno costretto l’UNHCR a chiudere due dei suoi tre centri di registrazione, compromettendo l’accesso delle persone ai servizi di protezione essenziali. Il finanziamento disponibile per rifugiato al mese ammontava a 4 dollari nel 2025, un drastico calo rispetto agli 11 dollari del 2022.
Nel Ciad orientale, oltre 71.000 famiglie di rifugiati bisognose non hanno ricevuto assistenza abitativa, rimanendo senza un alloggio sicuro e adeguato. Quasi 234.000 persone sono in attesa di essere trasferite e vivono in condizioni precarie al confine.
La chiusura delle cliniche e la sospensione dei programmi nutrizionali essenziali espongono migliaia di rifugiati sudanesi nell’insediamento di Kiryandongo in Uganda a un rischio maggiore di malattie.
Nonostante queste difficoltà, l’appello regionale per i rifugiati del Sudan di quest’anno continuerà a sostenere i paesi ospitanti nella fornitura di servizi di base essenziali, tra cui cibo, alloggio, assistenza sanitaria e servizi di protezione per i nuovi arrivati e i rifugiati più vulnerabili.
Il piano dà inoltre priorità alle soluzioni a lungo termine, sostenendo i governi nell’inclusione dei rifugiati nei sistemi nazionali, nell’ampliamento dell’accesso alla documentazione e ai servizi pubblici e nella promozione dell’autosufficienza attraverso la collaborazione con gli attori dello sviluppo e il settore privato. Sarà data priorità anche agli investimenti in insediamenti più adattabili, come in Ciad ed Etiopia, per aiutare le persone fuggite e le comunità ospitanti a costruire comunità più sicure e stabili.
Tuttavia, il divario crescente tra le esigenze in aumento e le risorse in diminuzione minaccia di compromettere sia gli sforzi di risposta alle emergenze che le soluzioni a medio termine. Senza una chiara via verso la pace e con un sostegno in diminuzione, sempre più rifugiati stanno perdendo la speranza, prendendo la difficile decisione di proseguire il loro viaggio. L’anno scorso il numero di rifugiati sudanesi che hanno intrapreso il pericoloso viaggio verso l’Europa è quasi triplicato.
L’UNHCR continua a chiedere un maggiore sostegno internazionale e ad affrontare il persistente sottofinanziamento delle operazioni umanitarie nei paesi che ospitano le persone in fuga dal Sudan, in attesa di una pace duratura.











