Advertisement

E’ stata una vera e propria Lectio Magistralis quella di Pasquale Bacco questa sera nella cornice evocativa del teatro Parioli. Il volto oramai arcinoto del medico legale che conosciamo tutti, ha dimostrato una stupefacente disinvoltura nel presentare il contenuto delle sue deduzioni basate sull’esperienza di sei lustri di professione. Non disinvoltura dell’attore, ma la semplicita’ propositiva di chi e’ sincero, onesto, esponendo tematiche assai sensibili quando si parla di salute. Pasquale Bacco ha proposto agli spettatori questioni sensibili e sottaciute, tollerate addirittura sulle responsabilita’ civili e penali dei non medici iscritti agli albi. Ha sottolinato come il sistema e’ propenso, con taciti accordi, a coprire piuttosto che denunciare. Silenzio colpevole anche quando chirurghi hanno operato senza necessita’ nel mentre mangiavano un panino e bevevano una bibita. Abbiamo sentito molte volte stasera nella narrazione di casi di mala sanita’ e di inappropriata professione medica: “eppure tutti lo sapevano” che vi erano stati perpetrati errori madornali ma nessuno ha mai il coraggio di dire la verita’. Il silenzio e’ una prassi. Non e’ sconvolgente?

Bacco ha solo sfiorato la politica nel sottolineare un sistema malsano di nomine di medici incapaci e di scelte che spesso prescindono dall’obiettivo principe  della salute pubblica. Eppure sarebbe stato facile scivolare nella retorica politica causa di ogni male ma non e’ caduto affatto in questo impasse. Ha parlato di coraggio. Il medico deve avere il coraggio di sostenere in tutta scienza e coscienza  la verita’ degli accadimenti funesti che investono la tranquillita’ e la prospettiva che tutti noi abbiamo di vivere una vita, quale che essa sia, in salute.

Advertisement

Nella sua esposizione ha parlato di decine e decine di casi limite, di malati che hanno avuto la sventura di imbattersi in mani approssimative spesso assassine senza conoscenze e soprattutto senza alcuno scrupolo. Storie condite da proiezioni di immagini inusitate di corpi sottoposti ad autopsie. Eppure, non sono state queste foto ad impressionare piu’ di tanto lo spettatore di stasera. Cio’ che ha sconvolto e’ stata la deduzione di ciascuno di trovarsi al cospetto di una ineluttabile realta’ che perpetra l’abominio della irresponsabilita’ di personaggi in camice che continuano a fare danni sulla pelle degli ignari pazienti.

Il medico, quello che e’ tale, ti cura anche quando guarda il malato e come lo guarda con un sorriso -ha chiosato-.

Pasquale Bacco avrebbe voluto studiare filosofia. Lo ha confessato lui. In sala abbiamo sorriso tutti. Ha dichiarato la sua passione per Kant e chi ne ha masticato almeno un po’ in vita sua ha potuto connettere il filosofo a tutto il resto della lezione. Infatti Kant ha posto il “dovere” nel cuore della morale, piu’ precisamente “L’etica del dovere” fondamento della sua “Critica della ragion pratica” dove ogni persona deve essere trattata sempre come fine e mai solo come mezzo. Ha solo citato il filosofo senza spiegarci il perche’ “Abbi il coraggio di servirti della tua ragione” diceva Kant e qui abbiamo rintracciato il “coraggio” cui Pasquale Bacco si e’ riferito  piu’ volte nella sua esposizione. Fece il medico legale e da allora non ha mai piu’ letto un libro di filosofia e noi abbiamo capito perche’ dopo tutto quello che abbiamo visto e sentito.

Ma la scena, e questo per quanto riguarda lo scrivente, piu’ insopportabile, piu’ emozionante nel misto di rabbia, sconcerto ed empatia ai massimi livelli e’ stata quella di una malata che, sulla barella in ospedale lamentava alla dottoressa: “Dottoressa, mi fa male, mi fa male dottoressa, dottoressa mi fa male, mi fa male” e la dottoressa si e’ data tempo sino a quando non si  sono piu’ sentiti quei lamenti. La signora sulla barella era morta. Bacco stesso ci ha spiegato di essere un redivivo salvato da un medico coraggioso ma di questo, questa sera, non ne vogliamo parlare per due motivi: il primo e’ che e’ acqua passata ed il secondo e’ che stasera, serata vincente, non merita tristezze personali.

Pasquale Bacco e’ non solo un professionista a tutto tondo ma anche un uomo dotato di una personalita’ assai forte. Sappiano le cattive lingue che nulla possono contro di lui: noi diciamo: “ponno spara’ cannun e mitraglie o colp mpiett a iss tozza a po squaglia”.

Advertisement
Articolo precedenteALBERTO CALLE CHIEDE AI MINISTRI GUIDO CROSETTO ED ANTONIO TAJANI DI RIFERIRE AL PARLAMENTO
Articolo successivoI Mother tornano con il nuovo singolo “Star Rover”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui