Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profondo cordoglio e sincera vicinanza alla famiglia dello studente undicenne deceduto a Lecce il 2 marzo scorso, nonché all’intera comunità scolastica colpita da un evento tanto improvviso quanto doloroso.
Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni giornalistiche e dagli accertamenti medico-legali, il giovane sarebbe stato colpito da una forma di polmonite emorragica virale. Il ragazzo si era presentato a scuola con una tosse persistente; durante la mattinata le insegnanti, rilevando l’aggravarsi dei sintomi, avevano ritenuto opportuno avvisare la famiglia, che si era prontamente recata a scuola per riportarlo a casa. Successivamente le condizioni di salute del minore si sarebbero aggravate fino a rendere necessario l’intervento dei sanitari del 118. Nonostante i soccorsi, il quadro clinico è apparso sin da subito estremamente critico.
In attesa degli ulteriori accertamenti istologici disposti dalle autorità competenti, che potranno chiarire eventuali condizioni patologiche pregresse, il Coordinamento ritiene doveroso esprimere una riflessione più ampia sul valore del diritto alla salute dei minori, sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana e ribadito dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
La scuola rappresenta uno dei principali luoghi di crescita civile e umana delle nuove generazioni. Pur non essendo una struttura sanitaria, essa costituisce un presidio educativo fondamentale, nel quale l’attenzione al benessere degli studenti, l’ascolto dei segnali di disagio e la collaborazione con le famiglie assumono un ruolo essenziale. In tale prospettiva, il tragico episodio di Lecce richiama l’importanza di rafforzare una cultura condivisa della prevenzione e della tutela della salute in ambito scolastico.
È necessario promuovere sempre più efficaci sinergie tra istituzioni scolastiche, famiglie, sistema sanitario e territorio, affinché la protezione dell’infanzia e dell’adolescenza sia realmente il risultato di una responsabilità collettiva. La promozione della salute, l’educazione alla prevenzione e l’attenzione ai segnali di fragilità devono essere parte integrante di un progetto educativo che ponga al centro la dignità e il benessere della persona.
Il Coordinamento desidera inoltre sottolineare il significativo gesto di solidarietà manifestato dalla comunità e dagli amici della famiglia, che hanno avviato una raccolta fondi finalizzata al rimpatrio della salma nel Paese d’origine del padre, il Senegal. Si tratta di un segno concreto di partecipazione e vicinanza che testimonia come, anche nei momenti più difficili, la dimensione umana e solidale delle comunità educative possa rappresentare un importante elemento di sostegno.
In questo momento di dolore, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rinnova la propria vicinanza alla famiglia e alla scuola coinvolta, auspicando che la riflessione pubblica su quanto accaduto possa contribuire a rafforzare l’attenzione verso la tutela della salute e dei diritti fondamentali dei più giovani.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU










