FAMIGLIA NEL BOSCO, COMITATI CIVICI PER IL SI: “CERTI GIUDICI E ASSISTENTI SOCIALI HANNO APPROCCIO GIACOBINO, COSI’ L’ITALIA ASSOMIGLIA ALLA DDR DI TRISTE MEMORIA. IL VOTO AL REFERENDUM SEMPRE PIU’ IMPORTANTE”
Roma, 6 marzo 2026 – “Con questo approccio giacobino rischiamo di assomigliare alla repubblica democratica tedesca di triste memoria, quando corpi dello stato violavano ricorrentemente le libertà delle persone. Ha ragione l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, allarmata per le possibili irreparabili conseguenze di questa decisione sulla salute psicofisica dei tre bambini”.
Così i vertici dei Comitati Civici per un Giusto SI’, Maurizio Sacconi, Gaetano Armao e Domenico Menorello intervengono sul caso della famiglia del bosco, dopo la quasi certa decisione di spostare i minori Trevaillon dalla casa famiglia che li ospita in un’altra struttura ma senza la compagnia della madre Catherine Birmingham.
“A questo punto giudice e assistente sociale hanno superato ogni limite – osservano – . Offendono il diritto naturale, offuscati da una ideologica diffidenza nei confronti della famiglia, anche quando i figli non vivono una condizione di pericolo. Ha ragione la Garante dell’infanzia quando sollecita il ripristino della consuetudine genitoriale anche attraverso una valutazione medica davvero indipendente. Si tratta di un caso emblematico di repubblica giudiziaria che entra nelle vite degli altri con un approccio giacobino. L’Italia rischia di assomigliare alla Ddr: per questa ragione il voto al referendum diventa sempre più importante”.











