Italia-Brasile 8-0, le dichiarazioni post-gara di Cervelli, Aldegheri e Nori
Il manager azzurro felice per il debutto al Classic: “Inizio lento? Il pitcher del Brasile, Sawayama, ha lanciato molto bene e bisogna dargliene atto. Ma una partita dura 27 out, i ragazzi hanno sistemato alcune cose e il punteggio è esploso”. Aldegheri: “Giocare per la Nazionale è indescrivibile”. Nori: “Gli homer? Sensazione speciale”
Meglio di così, per l’Italia, il World Baseball Classic edizione 2026 non poteva proprio iniziare. Il manager azzurro, Francisco Cervelli, non nasconde la propria soddisfazione per la prestazione di questo debutto, rimasto in equilibrio per metà gara poi risoltosi in un dominio: “Inizio lento? Sì, perché il pitcher del Brasile, Sawayama, ha lanciato molto bene e bisogna dargliene atto. Ma una partita dura 27 out e si possono sistemare alcune cose: i ragazzi lo hanno fatto, hanno costretto il lanciatore successivo a tirare di più, hanno visto più lanci ed è stato a quel punto che il punteggio è esploso”. Parole di grande apprezzamento anche per Samuel Aldegheri, starting pitcher all’esordio. “Siamo tutti molto contenti e orgogliosi di lui, sono felice di quello che ho visto stasera: ha fatto una partita straordinaria. Ha lavorato moltissimo in inverno con il suo pitching coach su controllo, sul lancio in zona di strike, sulla localizzazione e tutto ciò lo ha aiutato molto”.
Chiamato in causa, Aldegheri si è goduto la giornata e, a chi gli ha chiesto la differenza tra partire in azzurro “Giocare con la maglia della Nazionale è qualcosa di difficile da spiegare ed è molto differente: senti il supporto da casa, poi all’inno avevo la pelle d’oca, è davvero bellissimo. Stamattina sentivo un po’ di pressione, ma mi sono sciolto dopo i primi due out. Il gruppo? Questi ragazzi sono spettacolari: siamo stati insieme appena un paio di giorni, sembra che ci conosciamo da mesi. C’è grande chimica tra noi”. Un applauso, da pitcher a pitcher, anche a Claudio Scotti, closer odierno. “Prima di entrare – racconta – gli ho detto: ‘Vai e chiudila. Sei meglio di loro. Lancia nella zona di strike, sei più forte: fallo e basta’”.
Altro grande protagonista dell’incontro, Dante Nori ha battuto due fuoricampo al suo debutto assoluto con la maglia azzurra: “È difficile da descrivere a parole ciò che ho provato. Prima della partita, i nervi sono alle stelle; poi è arrivato il fuoricampo, un blackout. Non ricordo nessuno dei due, a dire il vero, mi sono sentito come se fossi completamente svenuto intorno alle basi. No, è qualcosa di speciale. E la sensazione è incredibile”. Speciale per lui e per la sua famiglia: “Soprattutto per Fred Nori, il padre di mio padre. Quando ho ricevuto la convocazione e gliel’ho detto, ha pianto. Per me è stato speciale”.











