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Capozza, il vaticanista che conosce poco il vangelo
“Il Sommo Pontefice Leone XIV ha usato parole misurate, cesellate, ragionate sulla guerra preventiva di Israele e Stati Uniti volta a sradicare il regime terrorista ed assassino degli Ayatollah in Iran. Eppure c’è chi, pensando che il Papa sia un Bergoglio qualsiasi, si ostina a tirarlo per la candida sottana pensando di poterlo manipolare e, soprattutto, in quanto americano, portarlo a condannare Donald Trump. Così non è, fortunatamente, perché questo Papa, ringraziando Dio, “fa il Papa”. Ne ho scritto in un lungo articolo in edicola domani su Il Tempo Quotidiano che v’invito a leggere”.
Così scrive il giornalista Francesco Capozza sulla sua pagina Facebook. Evidentemente il vaticanista non ha una conoscenza approfondita del vangelo, altrimenti saprebbe che il papa che egli definisce in maniera irriguardosa “un Bergoglio qualsiasi”, era molto più vicino a Gesù di quanto lo sia l’attuale papa. Capozza afferma che fortunatamente e ringraziando Dio, Leone XIV “fa il Papa”. Come si fa il papa (della maiuscola non c’è bisogno) lo sa il vaticanista. In realtà, se Leone XIV ha fatto ricorso a “parole misurate, cesellate, ragionate”, non ha fatto il papa, vale a dire il capo della Chiesa, ma ha fatto il capo della Città dello Stato Vaticano. E questo lo allontana da Gesù che uno Stato Vaticano neppure se lo sognava, e il cui parlare era “sì, sì; no, no” (cfr. Matteo 5,37). Ecco alcune parole tutt’altro che misurate e cesellate di Gesù: “Serpenti, razza di vipere, come potrete scampare dalla condanna della Geenna?” (Mt 23,33).
Stabilito che Capozza non ha una conoscenza approfondita del vangelo, due parole sulla “guerra preventiva di Israele e Stati Uniti volta a sradicare il regime terrorista ed assassino degli Ayatollah in Iran”. Israele e Stati Uniti hanno aggredito l’Iran solo per fare i loro sporchi interessi. Del popolo iraniano non gliene importa un fico secco. Solo un ingenuo può credere diversamente.
Renato Pierri

 

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