Cortemaggiore (Piacenza), studenti dell’Istituto “Tramello” testano il centro storico in sedia a rotelle: una lezione concreta contro le barriere architettoniche
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime apprezzamento per l’iniziativa promossa dall’Istituto tecnico per geometri “Alessio Tramello” di Piacenza, i cui studenti hanno sperimentato la mobilità su sedia a rotelle nel centro storico di Cortemaggiore per rilevare concretamente la presenza di barriere architettoniche nell’ambito del progetto “AbBattiamo le barriere di Corte”.
Si tratta di un’esperienza formativa di grande valore civico, perché consente ai futuri tecnici del territorio di confrontarsi direttamente con una dimensione concreta del diritto all’uguaglianza sostanziale. Le difficoltà incontrate lungo i percorsi urbani dimostrano come le barriere architettoniche non siano soltanto un limite funzionale alla mobilità, ma una restrizione effettiva dei diritti di cittadinanza.
Il tema dell’accessibilità si colloca infatti nel cuore dell’ordinamento costituzionale. L’articolo 3 della Costituzione affida alla Repubblica il compito di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza dei cittadini. In questa prospettiva, una rampa troppo ripida o un ingresso inaccessibile non rappresentano soltanto criticità tecniche, ma segnali di una diseguaglianza che incide sulla possibilità di partecipare pienamente alla vita sociale.
La riflessione si inserisce anche nel quadro degli obblighi internazionali derivanti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, che riconosce l’accessibilità come condizione indispensabile per l’esercizio dei diritti civili, sociali e culturali.
Coinvolgere studenti destinati a operare nella progettazione e nella gestione del territorio significa promuovere una cultura professionale fondata non solo sulla competenza tecnica ma anche sulla responsabilità giuridica e sociale.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani auspica che iniziative analoghe possano diffondersi in tutto il Paese attraverso collaborazioni strutturate tra scuole tecniche, enti locali e professioni, finalizzate alla mappatura delle barriere architettoniche e alla progettazione di soluzioni inclusive.
Investire nell’accessibilità non rappresenta soltanto un dovere giuridico, ma anche una scelta economicamente lungimirante: città accessibili sono città più vivibili, attrattive e capaci di generare valore sociale e sviluppo sostenibile.
Esperienze come quella di Cortemaggiore dimostrano che la scuola può diventare un autentico laboratorio di cittadinanza attiva, in cui il sapere tecnico si intreccia con la cultura dei diritti umani.
Abbattere una barriera architettonica significa, in definitiva, rimuovere un limite alla dignità e alla libertà della persona e contribuire alla costruzione di uno spazio pubblico realmente democratico e inclusivo.
prof. Romano Pesavento
Presidente Nazionale CNDDU











