Dalle dichiarazioni delle autorità iraniane emergono cinque condizioni principali che Teheran considera necessarie per riavviare negoziati diretti con gli Stati Uniti:
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Revoca o alleggerimento delle sanzioni economiche
L’Iran chiede che Washington elimini o riduca in modo concreto le sanzioni che colpiscono soprattutto i settori petrolifero, bancario e commerciale. Per Teheran questo è il punto centrale, perché le misure restrittive hanno un forte impatto sull’economia nazionale. -
Fine delle minacce militari e delle pressioni politiche
Le autorità iraniane insistono sul fatto che i negoziati non possono avvenire “sotto pressione”. Ciò significa che gli Stati Uniti dovrebbero interrompere la retorica di confronto militare e qualsiasi azione che possa essere interpretata come intimidazione. -
Riconoscimento del diritto dell’Iran al nucleare civile
Teheran pretende che venga riconosciuto il proprio diritto, previsto dal Trattato di non proliferazione nucleare, a sviluppare energia nucleare per scopi civili, compreso un certo livello di arricchimento dell’uranio. -
Garanzie che gli accordi futuri non vengano abbandonati unilateralmente
Dopo l’uscita degli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action nel 2018 durante la presidenza di Donald Trump, l’Iran chiede assicurazioni politiche o giuridiche che un eventuale nuovo accordo non venga nuovamente cancellato da un cambio di amministrazione americana. -
Limitazione dei negoziati al dossier nucleare
Teheran rifiuta l’idea di includere nei colloqui il proprio programma missilistico o il ruolo regionale dell’Iran in Medio Oriente. Secondo la leadership iraniana, questi aspetti riguardano la sicurezza nazionale e non sono negoziabili.
In sintesi, l’Iran afferma di essere disposto a riprendere il dialogo con gli Stati Uniti, ma solo se il confronto avverrà su basi che garantiscano rispetto reciproco, benefici economici concreti e stabilità degli accordi nel tempo.




