Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda vicinanza alla studentessa sedicenne rimasta gravemente ferita a Cagliari la mattina del 9 marzo mentre attraversava sulle strisce pedonali in viale Marconi per raggiungere la fermata dell’autobus dopo l’uscita da scuola. Il drammatico episodio, avvenuto sotto gli occhi delle compagne di classe e in un contesto urbano ad alta intensità di traffico, richiama l’attenzione dell’opinione pubblica su una questione che riguarda in modo diretto la sicurezza degli studenti nei percorsi quotidiani tra scuola e casa.
Secondo le ricostruzioni diffuse dalla stampa, la giovane stava attraversando regolarmente sulle strisce quando è stata travolta da un’auto; immediati sono stati i soccorsi del personale sanitario del 118 e delle forze dell’ordine, mentre le amiche presenti sul posto sono rimaste profondamente scosse dall’accaduto. La studentessa è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Brotzu in condizioni gravissime. Un evento di tale portata, verificatosi proprio nel momento in cui centinaia di ragazzi lasciano gli edifici scolastici per raggiungere i mezzi pubblici, non può essere considerato un semplice incidente isolato.
Il caso di Cagliari evidenzia con drammatica chiarezza la vulnerabilità degli studenti nello spazio urbano, soprattutto nelle aree limitrofe agli istituti scolastici e alle fermate del trasporto pubblico. L’uscita da scuola rappresenta infatti una fase critica della mobilità cittadina, in cui si concentrano flussi di adolescenti che devono attraversare arterie stradali spesso caratterizzate da traffico intenso e velocità elevate. Quando una studentessa viene investita mentre attraversa sulle strisce pedonali per prendere l’autobus, emerge una questione che riguarda non soltanto la responsabilità individuale alla guida, ma anche la qualità della progettazione urbana e la capacità delle istituzioni di garantire condizioni di sicurezza effettiva per i più giovani.
Dal punto di vista giuridico, la tutela degli studenti negli spazi pubblici trova fondamento nei principi costituzionali che riconoscono il diritto alla salute e impongono alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano la piena sicurezza e dignità delle persone. A tali principi si affiancano gli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali sulla protezione dei minori, che richiedono agli Stati di assicurare condizioni di sicurezza nei contesti della vita quotidiana, compresi i percorsi di accesso alla scuola e ai servizi di trasporto.
L’episodio di viale Marconi dimostra quanto sia urgente ripensare la relazione tra scuola e spazio urbano. La città non può diventare un luogo di rischio proprio nel momento in cui gli studenti lasciano l’ambiente educativo per tornare alle loro famiglie. La sicurezza dei percorsi scolastici rappresenta una componente essenziale del diritto allo studio e della tutela del benessere dei giovani cittadini.
In questo senso, la vicenda di Cagliari impone una riflessione più ampia sul modello di mobilità che caratterizza molte città italiane, dove la priorità assegnata alla velocità del traffico automobilistico entra spesso in conflitto con la protezione dei pedoni più vulnerabili. La presenza di attraversamenti pedonali in prossimità delle scuole dovrebbe garantire un livello massimo di tutela, ma la realtà dimostra che tale protezione non sempre risulta sufficiente.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che tragedie come quella sfiorata a Cagliari debbano tradursi in un rafforzamento delle politiche di prevenzione e in una maggiore attenzione alla sicurezza delle aree scolastiche, integrando educazione civica, pianificazione urbana e responsabilità istituzionale. Gli studenti devono poter vivere la città come uno spazio di crescita e autonomia, non come un contesto di pericolo.
Auspichiamo che quanto accaduto possa generare una presa di coscienza collettiva. Garantire agli studenti la possibilità di attraversare una strada in sicurezza all’uscita da scuola significa dare concreta attuazione ai principi costituzionali di tutela della persona. La credibilità delle istituzioni democratiche si misura anche dalla capacità di proteggere i più giovani nei gesti più semplici della loro quotidianità.
prof. Romano Pesavento
Presidente Nazionale CNDDU











