Ali Larijani: “Ricevuti messaggi urgenti da Trump per un cessate il fuoco. Nessun negoziato finché Israele esisterà nella regione”
In un contesto mediorientale segnato da tensioni persistenti e tentativi internazionali di mediazione, l’ex presidente del Parlamento iraniano e consigliere della Guida suprema, Ali Larijani, ha dichiarato che l’Iran avrebbe ricevuto “messaggi urgenti” dal presidente statunitense Donald Trump con l’obiettivo di favorire un cessate il fuoco nella regione.
Secondo Larijani, tuttavia, Teheran non sarebbe disposta ad avviare alcun negoziato politico finché lo Stato di Israele continuerà a esistere nella geografia politica del Medio Oriente. “Non accetteremo alcun negoziato finché Israele esisterà sulla mappa della nostra regione”, avrebbe affermato il dirigente iraniano, ribadendo una posizione storicamente dura della leadership della Repubblica islamica.
Le dichiarazioni arrivano in una fase in cui la comunità internazionale tenta di stabilizzare il Medio Oriente dopo un’escalation militare che ha coinvolto direttamente Israele e Iran. Nel giugno 2025, Trump aveva annunciato sui social un accordo per un cessate il fuoco tra i due Paesi dopo una breve ma intensa fase di combattimenti, definita da alcuni osservatori la “guerra dei 12 giorni”.
L’intesa prevedeva una sospensione graduale delle operazioni militari, con l’Iran che avrebbe interrotto per primo gli attacchi e Israele che avrebbe fatto lo stesso alcune ore dopo, con l’obiettivo di chiudere ufficialmente il conflitto entro 24 ore.
Tuttavia, già nelle ore successive all’annuncio sono emersi dubbi sulla solidità della tregua, con accuse reciproche di violazioni e nuove esplosioni registrate in diverse aree della regione.
Le parole attribuite a Larijani evidenziano quanto restino profonde le divisioni tra Teheran e Israele. Da decenni la leadership iraniana definisce Israele come un “regime sionista” illegittimo, mentre lo Stato ebraico considera l’Iran una delle principali minacce alla propria sicurezza, soprattutto per il programma missilistico e nucleare iraniano.
Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a presentarsi come mediatori nel tentativo di evitare una nuova escalation regionale. Nonostante gli sforzi diplomatici, la distanza tra le posizioni delle parti coinvolte rende qualsiasi negoziato estremamente complesso.
Gli analisti ritengono che eventuali progressi dipenderanno non solo dalle relazioni tra Washington, Teheran e Tel Aviv, ma anche dall’evoluzione degli altri conflitti in Medio Oriente e dal ruolo delle potenze regionali.
Per ora, le dichiarazioni attribuite a Larijani sembrano confermare che, almeno dal punto di vista della leadership iraniana più radicale, un dialogo diretto con Israele resta fuori discussione.(con l’ausilio dell’AI)
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