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Galleria d’Arte Frediano Farsetti

presenta

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Antonio Biasiucci, Luca Campigotto, Piero Gemelli

Stand B005

MIA Photo Fair 2026

 

 19 – 22marzo

Milano, Superstudio Più

Comunicato stampa

In occasione di MIA Photo Fair 2026, in programma a Milano al Superstudio Più dal 19 al 22 marzo, la Galleria d’Arte Frediano Farsetti (Stand B005) presenta una selezione di opere di Antonio Biasiucci, Luca Campigotto e Piero Gemelli, concepita in dialogo con il tema dell’edizione: “Metamorfosi”.

La proposta espositiva nasce da una riflessione condivisa sulla fotografia come linguaggio capace di registrare e insieme generare trasformazioni: mutazioni della materia, dello spazio, dell’identità e dello sguardo. Le opere selezionate mettono in luce tre declinazioni differenti ma complementari del concetto di metamorfosi, evidenziando come l’immagine fotografica sia al tempo stesso documento e reinvenzione del reale.

Luca Campigotto

Artista raffinato e profondo conoscitore della letteratura di viaggio, Luca Campigotto coniuga immaginario letterario e suggestioni cinematografiche in una ricerca che trasforma paesaggi urbani, industriali e naturali in scenari sospesi e allo stesso tempo capaci di catturare la realtà nelle sue molteplici sfaccettature.

In relazione al tema della Metamorfosi, il lavoro di Campigotto evidenzia la trasformazione dello spazio attraverso scene documentarie e contemporaneamente immaginifiche, che possono testimoniare l’oggi in modo inedito e fortemente suggestivo.

La fotografia si fa così macchina del tempo, capace di convertire il dato reale in visione.

Nelle opere presentate allo stand B005, la metamorfosi si manifesta come passaggio continuo tra documento e immaginazione, tra esperienza del viaggio e costruzione narrativa.

 

Piero Gemelli

La selezione dedicata a Piero Gemelli rappresenta il cuore della sua ricerca artistica, in equilibrio tra fotografia di moda, still life e sperimentazione.

Se nelle immagini legate al mondo del fashion e del beauty il corpo femminile si fa scultura, superficie da modellare con la luce, negli still life la metamorfosi avviene nella relazione tra oggetto e rappresentazione. L’oggetto reale, colto nella sua fisicità, viene trasfigurato dall’immagine fotografica che lo carica di nuove stratificazioni simboliche come accade ad esempio nelle polaroid vintage presentate in fiera.

Il dialogo tra istinto e progetto, tra verità e desiderio, tra classicità e contemporaneità è il fulcro della poetica di Gemelli. Le sue opere mettono in scena una bellezza in trasformazione: non ideale immobile, ma forma che evolve, che si rinnova nello sguardo.

La sua pratica, intreccio di fotografia, pittura, scultura e architettura, incarna una metamorfosi dei linguaggi, in cui l’immagine diventa luogo di convergenza tra passato e futuro, memoria e invenzione.

 

Antonio Biasiucci

Nella ricerca di Antonio Biasiucci, la metamorfosi si manifesta come trasformazione dell’oggetto in “altro”, attraverso un rigoroso uso del bianco e nero e un’indagine concentrata sugli elementi naturali indagando il confine tra origine e mutazione.

Le sue immagini, essenziali e potenti, sospendono il soggetto in uno spazio atemporale, dove la materia sembra emergere dall’oscurità per rivelare la propria energia interna. Il dato naturale viene isolato, astratto, elevato a simbolo universale. In questa sottrazione si compie la metamorfosi: l’oggetto si fa archetipo, il frammento diventa universo.

Biasiucci restituisce alla fotografia una dimensione quasi rituale, in cui l’atto del guardare coincide con un’esperienza di trasformazione percettiva.

 

Metamorfosi come visione condivisa

La proposta della Galleria d’Arte Frediano Farsetti per MIA Photo Fair 2026 mette in relazione tre poetiche autonome ma unite da una medesima tensione: la fotografia come spazio di trasformazione.

Che si tratti della città notturna di Campigotto, della bellezza simbolica di Gemelli o della materia primordiale di Biasiucci, l’immagine fotografica si rivela strumento di passaggio: dal reale al visionario, dall’oggetto alla forma, dal visibile all’invisibile.

Allo stand B005, la Metamorfosi si traduce così in un percorso che invita il pubblico a interrogare non solo ciò che l’immagine rappresenta, ma ciò che, attraverso di essa, continuamente diventa.

 

 

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