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Afghanistan: Save the Children, i civili in cerca di cure non siano mai coinvolti negli attacchi

 

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L’Organizzazione, commentando l’uccisione di almeno 400 persone e il ferimento di altre 250 durante un attacco a una struttura ospedaliera, chiede la cessazione immediata delle ostilità, in quanto unico modo per proteggere i bambini dalla violenza e da altre violazioni dei loro diritti

 

“È inaccettabile che un ospedale di Kabul, un luogo dove ci si reca per essere curati e salvati, sia diventato teatro di morte. I civili che cercano assistenza non possono e non devono finire sotto il fuoco incrociato. Quando la violenza raggiunge gli spazi dedicati alla cura e al rifugio, dimostra il fallimento più grave: l’incapacità di proteggere le persone più vulnerabili”, ha dichiarato Bujar Hoxha, Direttore di Save the Children in Afghanistan, commentando l’uccisione di 400 persone e il ferimento di altre 250 ferite nell’attacco che ha colpito una struttura ospedaliera a Kabul, secondo le autorità de facto afghane.

“Se il conflitto persiste, i bambini saranno tra i primi a soffrire ancor più di quanto non abbiano già fatto. Tutte le parti hanno la responsabilità di proteggere i minori nei conflitti. Save the Children chiede la cessazione immediata delle ostilità, in quanto unico modo per proteggere i bambini dalla violenza e da altre violazioni dei loro diritti”, conclude.

Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, sostiene le comunità e protegge i diritti dei bambini in Afghanistan dal 1976, anche durante periodi di conflitto e disastri naturali.

 

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