Controguerra DOC: l’eccellenza d’Abruzzo nel calice. A Cagliari il trentesimo anniversario della denominazione
La Fondazione Italiana Sommelier – Regione Sardegna è lieta di presentare “Controguerra DOC: l’eccellenza d’Abruzzo nel calice”, un evento imperdibile dedicato agli appassionati di vino e cultura enogastronomica.
L’appuntamento è fissato per venerdì 20 marzo alle ore 19:30, presso la sede della Fondazione Italiana Sommelier Sardegna, in via Meucci 26 a Cagliari.
La serata sarà guidata da Fabrizio Di Bonaventura, docente della Fondazione Italiana Sommelier Abruzzo, affiancato dai docenti della FIS Sardegna: Giulio Pani (Presidente), Andrea Cherchi e altri sommelier della delegazione regionale.
Protagonista dell’incontro sarà una masterclass dedicata ad alcune delle principali varietà vitivinicole abruzzesi: Montepulciano, Passerina e Pecorino. Quest’ultima, varietà autoctona dell’Appennino, rappresenta oggi un importante elemento identitario condiviso tra Abruzzo e Marche.
A rendere l’esperienza ancora più completa contribuirà la partecipazione di sette prestigiose cantine, che presenteranno in degustazione alcune delle loro migliori etichette:
Cordoni (Ancarano), Cantina Colonnella (Colonnella), Illuminati (Controguerra), Monti (Controguerra), Montori (Controguerra), Tenuta Torretta (Controguerra), Strappelli (Torano Nuovo).
In abbinamento ai vini, saranno proposti i sapori autentici dei salumi dell’azienda agricola Giarramì di Colli del Tronto.
Nel corso della serata verrà approfondita la realtà della Controguerra DOC, una denominazione che da trent’anni rappresenta la qualità e la tradizione vitivinicola del territorio.
«Questa iniziativa – dichiara Fabrizio Di Bonaventura, docente della Fondazione Italiana Sommelier – rappresenta un’importante occasione per valorizzare la nostra storia vitivinicola proprio a trent’anni dalla nascita della Controguerra DOC, istituita nel 1996. I produttori locali, con impegno e dedizione, hanno reso questi vini un simbolo di eccellenza e di sviluppo economico per il territorio. Eventi come questo non solo promuovono i prodotti, ma favoriscono anche un turismo enogastronomico capace di arricchire le comunità e diffondere la nostra cultura».











