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Garlasco. Speriamo che nessuno dei conosciuti sia l’assassino di Chiara Poggi

La speranza e’ suggerita da una considerazione semplice: con quale faccia l’assassino scovato potrebbe affrontare il mondo, le conoscenze, le famiglie e presentarsi davanti ai cancelli del carcere?

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Se il colpevole e’ uno tra quelle persone conosciute, e sono tante, avra’ da fare con una realta’ che lo schiacciera’ irrimediabilmente con la sola possibilita’ di accampare la sanita’ mentale.

Il palcoscenico di Garlasco, ha offerto ed ancora offre, uno spettacolo singolare. Una girandola di opinionisti, periti e consulenti che, pur di stare davanti alle luci delle ribalte televisive, hanno provato a dire tutto ed il suo contrario anche al cospetto di evidenze eclatanti.

La marea delle querele seriali presentate a pioggia contro chiunque abbia solo profferito un nome, una ipotesi, mettera’ addosso agli estensori di esse l’abito del ridicolo, un marchio tatuato al centro della fronte con la dicitura: “Assassino, vergognati anche gia’ che ci sei”. Dopo aver mentito spudoratamente per una ventina d’anni, dopo aver accampato scuse e circostanze, fatti e misfatti, ora sei stato scovato ed una procura seria ti ha tolto la maschera definitivamente dal volto. Sei allo scoperto.

Allora questo fatto sara’ la vera condanna a vita anche se lo lasciassero libero di stare per le strade. Camminare per i prati e frequantare i bar. Il tatuaggio dira’ a tutti che sei stato tu l’infame assassino di una ragazza intonsa e perbene massacrandole il cranio. Non troverai udienza da nessuna parte. Non approderai in nessun porto. Nessuno vorra’ avere a che fare con te neanche i criminali colleghi di cella e di carcere. Allora capira’ cosa e quanto importante sia la dignita’, la dirittura morale, il cogaggio delle proprie azioni, il pentimento e quanto il cinismo freddo e lucido l’abbia portato ad infrangere per tanti anni codici di vita e di relazioni elementari. Non potrebbe neanche provare a spiegare come ha fatto a dormire sonni tranquilli per venti anni pensando al rumore sordo del martello sul cranio di Chiara. Il resto della vita sarebbe una eterna ghigliottina dantesca che gli taglierebbe il collo ogni giorno e per sempre. Altro che carcere!

Insomma molti attori protagonisti e comparse del delitto di Garlasco si sentiranno dire per molti anni avvenire:” e tu eri quello/a che non c’entrava nulla? AHAHAH, ed ora cosa hai da dire? Troverai un crepaccio sulle montagne dell’Himalaya dove nasconderti al pubblico ludibrio? Lo sai che neanche Dio potra’ perdonarti?

“Cio’ che non si fa non si sa” lo diceva mia nonna alla stregua di tante altre nonne sparse in tutto il paese, l’Italia intendo.

Speriamo allora veramente che salti fuori un assassino avulso dal contesto che tutti conoscono. Uno sconosciuto. Uno di passaggio. Un delinqueste assassino come ce ne sono tanti.  

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