Politici che strumentalizzano il caso della famiglia nel bosco
“C’è un’acrimonia sospetta, quasi una paura sottile, che agita i corridoi del centrosinistra ogni volta che si tocca il nervo scoperto della giustizia minorile. Non a caso, è notizia di ieri – i cui echi tracimano ancora in queste ore – che nel mirino delle opposizioni, e del Pd in particolare, sia incomprensibilmente finito il Presidente del Senato Ignazio La Russa, “reo” agli occhi di Magi, Zampa, Verini e compagnia cantante, di aver espresso solidarietà ai genitori della cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli, e di voler incontrare i genitori”. Così, il Secolo d’Italia del 17 marzo. Ma siamo certi che le cose stiano così? Giustissimo preoccuparsi di quei bimbetti strappati ai genitori, della sofferenza di quella famiglia. Lo Stato, inadeguato, incapace di risolvere una situazione ingarbugliata, ha scelto il male peggiore. Il professor Vittorino Andreoli, decano della psichiatria italiana, in un’intervista ha dichiarato, tra l’altro: “Distaccare figli di quell’età dalla madre provoca traumi nei bambini e condizioni perché possano sviluppare una patologia grave come la schizofrenia”.
Giusto quindi preoccuparsi della sorte di quella famiglia e soprattutto dei bambini, ma solo a qualche zucca vuota può sfuggire che molti politici, compresi Ignazio La Russa e la signora della Garbatella e Matteo Salvini, stanno cinicamente strumentalizzando il caso, per convincere per l’appunto qualche zucca vuota a votare “Sì” alla riforma della giustizia. Dei bambini, a questi politici non gliene importa un fico secco, altrimenti si sarebbero preoccupati dei bambini di Gaza, fatti a pezzi, mutilati, resi orfani, affamati e via di seguito, ed avrebbero avuto un diverso atteggiamento nei riguardi del genocidio nella Striscia di Gaza.
Renato Pierri











