SCUOLA, MOSCHEA A FIRENZE — Sforzini (Centro Studi Rinascimento Nazionale): “La scuola pubblica non è terreno di islamizzazione strisciante. Intervenga subito il Ministro Valditara”
Castello Sforzini di Castellar Ponzano —
«Quanto sta emergendo in queste ore sull’istituto Sassetti-Peruzzi di Firenze non è un episodio marginale, ma il sintomo di una deriva culturale precisa: la trasformazione della scuola pubblica italiana in un luogo permeabile a pratiche confessionali e, cosa ancora più grave, a modelli incompatibili con i principi della nostra civiltà giuridica».
Lo dichiara Luca Sforzini, Presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale — think tank di Futuro Nazionale con Vannacci.
«Sia chiaro un punto, che qualcuno tenta deliberatamente di confondere: la libertà religiosa è tutelata dalla Costituzione. Ma la scuola pubblica non è — e non può diventare — uno spazio di organizzazione del culto. Esiste una linea netta tra libertà individuale e legittimazione istituzionale che sconfina nella promozione di una pratica religiosa. Superare quella linea significa snaturare lo Stato».
«Ancora più grave è l’eventuale introduzione, all’interno di un istituto scolastico italiano, di pratiche che prevedono separazioni tra studenti e studentesse. Qui non siamo più nemmeno nel campo religioso, ma in quello dei principi fondamentali: la scuola della Repubblica non può accettare, neppure indirettamente, modelli che contraddicono la pari dignità tra uomo e donna».
«Non esiste alcuna forma di inclusione che giustifichi l’arretramento civile. E non esiste alcuna valida ragione che consenta di sostituire un simbolo con un altro, un’identità con un’altra, una tradizione con un’altra, in nome di un multiculturalismo ideologico che, nei fatti, si traduce in resa».
«Diciamolo con chiarezza: non deve esserci spazio, nella società italiana, per un’islamizzazione strisciante che penetra nelle istituzioni pubbliche sotto forma di concessioni apparentemente innocue, presentate con malizia come tali, e in realtà profondamente destabilizzanti».
«Per questo il Centro Studi Rinascimento Nazionale chiede al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, di intervenire immediatamente con una direttiva nazionale vincolante che stabilisca tre principi non negoziabili:
1) nessuna scuola pubblica può destinare spazi a funzioni di culto organizzato;
2) la libertà religiosa resta individuale, spontanea e mai istituzionalizzata;
3) è vietata qualsiasi pratica, anche indiretta, che introduca differenziazioni tra studenti e studentesse su base religiosa».
«Se la Nazione arretra nella scuola, arretra ovunque. E quando arretra sui principi, non sta includendo: sta cedendo».
«La scuola italiana deve tornare a essere ciò che è: il luogo in cui si forma il cittadino, non il terreno su cui si consuma la resa sui fondamenti della nostra civiltà».
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