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Preti colpevoli di abusi. Discorso inopportuno di Leone XIV
“È positivo che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi dalla misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali”. È uno dei passaggi più rilevanti del messaggio inviato da Papa Leone XIV ai vescovi francesi, riuniti a Lourdes.
Ora, che tutti i peccatori pentiti, non solo i sacerdoti, non siano esclusi dalla misericordia, è un ragionamento conforme al vangelo. Il papa però, ha dimenticato di aggiungere la parolina “pentiti”. Ma, a parte la dimenticanza, era opportuno un discorso del genere? C’era proprio bisogno di pronunciarlo? Non c’è il rischio di irritare le vittime e i familiari delle vittime, nonché credenti e non credenti? E proprio in questo periodo nero in cui tutte le persone buone e oneste sono profondamente sdegnate per le vicende schifosissime del caso Epstein?
Alle parole dell’attuale papa, accosto le parole di papa Francesco, pronunciate nell’ottobre del 2021: “Desidero esprimere alle vittime la mia tristezza e il mio dolore per i traumi che hanno subito e la mia vergogna, la nostra vergogna, la mia vergogna, per la troppo lunga incapacità della Chiesa di metterle al centro delle sue preoccupazioni, assicurando loro la mia preghiera. E prego e preghiamo insieme tutti: “A te Signore la gloria, a noi la vergogna”: questo è il momento della vergogna. Incoraggio i vescovi e voi, cari fratelli che siete venuti qui a condividere questo momento, incoraggio i vescovi e i superiori religiosi a continuare a compiere tutti gli sforzi affinché drammi simili non si ripetano”.
Renato Pierri

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