Yemen: Save the Children, nonostante la tregua, quasi 1.200 minori uccisi o feriti a causa del conflitto di cui circa la metà causati da mine antiuomo e altri esplosivi
22,3 milioni di persone, tra cui 12,2 milioni di bambini, nel Paese hanno attualmente bisogno di aiuti. L’escalation in Medio Oriente rischia di aggravare la crisi umanitaria. L’Organizzazione chiede la cessazione immediata delle ostilità nell’intera regione, esorta a porre fine all’uso di armi esplosive nelle aree popolate e a investire nell’assistenza alle vittime e nelle iniziative di educazione ai rischi.
Quasi 1.200 minori sono stati uccisi o feriti a causa dell’impatto della violenza in Yemen dall’entrata in vigore della tregua delle Nazioni Unite nell’aprile 2022, con un aumento della percentuale di vittime infantili dovute a mine antiuomo o altri esplosivi. E’ quanto emerge da un’analisi di Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro[1].
Dalla tregua, almeno 339 bambini e adolescenti sono stati uccisi a causa di bombardamenti, colpi d’arma da fuoco, mine antiuomo e altri residui bellici esplosivi, mentre almeno 843 sono rimasti feriti, alcuni in modo permanente[2].
L’analisi di Save the Children sui dati del Civilian Impact Monitoring Project ha inoltre rilevato che 511 vittime infantili – quasi una su due – legate al conflitto sono state causate da mine antiuomo e residui bellici esplosivi (ERW)[3].
Secondo l’analisi, i minori hanno una probabilità tre volte maggiore rispetto agli adulti di essere uccisi o feriti da residui esplosivi in Yemen a causa della mancanza di consapevolezza del rischio mine e della maggiore esposizione mentre sono impegnati in lavori, come la cura del bestiame e la raccolta di legna da ardere, alcuni pericolosi come l’edilizia e la raccolta di rottami metallici[4].
La tregua guidata dalle Nazioni Unite è stata concordata il 2 aprile 2022 e, sebbene non sia stata formalmente rinnovata, si è in gran parte mantenuta, portando a una significativa riduzione delle ostilità. Negli ultimi quattro anni le vittime civili sono diminuite complessivamente, ma la percentuale di bambini uccisi o feriti a causa di mine antiuomo o ordigni inesplosi è stata molto più alta rispetto ai quattro anni precedenti al 2022[5].
In alcuni casi, le lesioni da esplosione hanno causato disabilità permanenti dovute a schegge e lesioni alla colonna vertebrale, oltre all’amputazione di arti e alla perdita della vista e dell’udito. I minori impiegano più tempo a riprendersi rispetto agli adulti e vivono gli incidenti da esplosione in modo diverso a causa delle loro dimensioni corporee ridotte.
I bambini subiscono anche un significativo disagio psicologico in seguito a incidenti con esplosivi, che comporta tra l’altro difficoltà a dormire, paura e ansia quotidiane.
Gli ultimi dati delle Nazioni Unite mostrano inoltre che 22,3 milioni di persone, tra cui 12,2 milioni di bambini, in Yemen hanno attualmente bisogno di aiuti, con un aumento di 2,8 milioni rispetto a un anno fa[6]. L’attuale escalation in Medio Oriente e nella regione rischia di aggravare la crisi umanitaria per i bambini e le famiglie vulnerabili, facendo aumentare i prezzi di cibo e carburante e interrompendo le catene di approvvigionamento, compresa la consegna di forniture mediche essenziali.
Kamal*, 6 anni, di Taiz, nel sud-ovest dello Yemen, è rimasto ferito nel settembre 2025 mentre giocava con un residuo bellico inesploso che aveva trovato tornando a casa da scuola. Kamal ha riportato ferite multiple da schegge alla testa e a una gamba e ha subito un grave trauma psicologico, con frequenti incubi notturni.
“Sono rimasto scioccato e terrorizzato dall’esplosione avvenuta a casa nostra. Dopo l’incidente, Kamal ha iniziato a soffrire di una forte paura. Si sveglia spaventato e tende a dormire quasi sempre. Non riesce a stare sveglio fino a tardi. Sono preoccupato per lui” ha detto il padre di Kamal*, Ahmed*, 50 anni.
Save the Children ha sostenuto Kamal* con un intervento chirurgico salvavita, oltre a fornirgli supporto psicosociale e un aiuto economico per la riabilitazione fisica. Ora si sta riprendendo dalle ferite e sta gradualmente tornando alla vita normale.
“A quattro anni dalla tregua mediata dalle Nazioni Unite, le mine antiuomo e gli ordigni inesplosi continuano a uccidere e ferire silenziosamente i bambini in tutto lo Yemen. Oggi, quasi la metà di tutte le vittime tra i bambini è causata da ordigni esplosivi nascosti. Le armi esplosive, come le mine antiuomo, uccidono e mutilano i bambini indiscriminatamente, provocando lesioni permanenti. Questi dati ci ricordano che, al di là delle linee del fronte, la guerra contro i bambini continua nelle loro case, nelle scuole e nelle aree in cui giocano e in cui aiutano le loro famiglie a coltivare la terra. In un contesto di crescenti tensioni regionali, esiste il rischio concreto di innescare un conflitto più ampio in Yemen e nel Mar Rosso, che potrebbe vanificare i progressi faticosamente raggiunti negli ultimi quattro anni nella riduzione della violenza armata nel Paese, esponendo i bambini a pericoli ancora maggiori” ha dichiarato Rishana Haniffa, Direttrice di Save the Children in Yemen.
Save the Children esorta tutte le parti coinvolte nel conflitto in Yemen a ridurre la crisi, porre fine all’uso di armi esplosive nelle aree popolate e investire significativamente nell’assistenza alle vittime e nelle iniziative di educazione ai rischi, che sono state ridimensionate a causa dei tagli agli aiuti.
Nel marzo di quest’anno tra le otto persone uccise e 30 ferite da colpi di artiglieria durante un raduno per l’Iftar a Hajjah, nel nord del Paese, ci sono stati due bambini.[7] L’attacco è stato l’incidente più mortale per i civili in Yemen dall’inizio dell’anno. Save the Children chiede la cessazione immediata delle ostilità nell’intera regione per scongiurare una ripresa del conflitto armato su larga scala in Yemen, che potrebbe aggravare l’attuale crisi umanitaria.
Save the Children opera in Yemen dal 1963. La protezione dell’infanzia rimane al centro dei suoi programmi, che includono cure e assistenza specializzate per i bambini feriti da armi esplosive, tra cui mine antiuomo e residui bellici esplosivi. Dal 2022 ha sostenuto 709 minori che hanno subito lesioni da esplosione, di cui 199 feriti da mine antiuomo e ordigni inesplosi.
Per informazioni:
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[1] Calcolo basato sui dati relativi al periodo 2018-2022 e 2022-2026, utilizzando i dati del Civilian Impact Monitoring Project e il rapporto di Save the Children: Watching Our Every Step: The deadly legacy of explosive ordnance for children in Yemen | Centro risorse di Save the Children. Tra il 2018 e il 2021 si sono registrate 458 vittime tra i bambini a causa di mine antiuomo e ordigni inesplosi, rispetto alle 526 vittime tra gennaio 2022 e marzo 2026. Confrontando periodi di quattro anni esatti (ovvero tutto il periodo 2018-2021) e aprile 2022 – marzo 2026 (511 vittime), si osserva un aumento percentuale del 12% rispetto al periodo 2018-2021.
[2] Dati del Progetto di monitoraggio dell’impatto sulla popolazione civile (CIMP), un servizio del Cluster Protezione in Yemen, relativi al periodo compreso tra il 2 aprile 2022 e il 25 marzo 2026.
[3] CIMP: 511 dei 1.182 bambini uccisi o feriti dall’aprile 2022 sono deceduti a causa di ordigni esplosivi residuati bellici (ERW), pari al 43%.
[4] Dei 6.051 adulti uccisi o feriti nello stesso periodo, 747 (12%) sono deceduti a causa di ordigni esplosivi residuati bellici.
[5] Watching Our Every Step: The deadly legacy of explosive ordnance for children in Yemen | Save the Children’s Resource Centre. Circa 1 bambino su 7 tra le vittime dal 2018 al 2021 è stato vittima di ordigni esplosivi residuati bellici, rispetto a quasi 1 su 2 (43%) negli ultimi quattro anni a partire da aprile 2022.
[6] https://reliefweb.int/report/yemen/yemen-humanitarian-needs-and-response-plan-2026-march-2026
[7] https://www.savethechildren.net/news/news-quote-yemen-two-children-among-eight-fatalities-iftar-gathering-deadliest-incident










