CINEMA ITALIANO, QUOTA RECORD AL 33% NEL 2025: “SEGNO DI VITALITÀ E PUBBLICO FIDELIZZATO”
Nel 2025 il cinema italiano registra 162 milioni di euro di incassi e 22,8 milioni di biglietti venduti. Del Brocco (Rai Cinema): “Sistema solido che ci pone tra i migliori performer a livello europeo”
Roma, 2 aprile 2026 – Nel 2025 il cinema italiano raggiunge una quota di mercato del 33,3%, con 162,4 milioni di euro di incassi e 22,78 milioni di biglietti venduti. Si tratta di un incremento significativo della quota rispetto al 25,7% del 2024 e al 21% del triennio pre-Covid 2017-2019.
Sono i dati che, secondo Paolo Del Brocco, Amministratore Delegato di Rai Cinema, “dimostrano la grande vitalità del cinema italiano”. Del Brocco ne ha parlato nel pomeriggio di martedì 31 marzo agli studenti del Master post laurea in Management del Prodotto Audiovisivo di 24ORE Business School.
Questi dati pongono il nostro Paese tra i migliori performer a livello europeo. Un risultato che, secondo l’AD di Rai Cinema, indica la capacità del sistema produttivo italiano di parlare a un pubblico fidelizzato, che torna in sala, e di sostenere un’economia significativa attraverso investimenti e pluralismo produttivo.
In questo contesto, Rai Cinema ha svolto un ruolo di primo piano: è il primo produttore europeo per numero di film prodotti, con 205 film coprodotti nell’ultimo triennio, un investimento complessivo di 235 milioni di euro e collaborazioni con 200 partner produttivi e 335 registi. 01 Distribution, struttura di distribuzione cinematografica di Rai Cinema S.p.A., nell’ultimo triennio ha distribuito 80 film, di cui 65 italiani, superando i 100 milioni di euro di incassi e i 15 milioni di biglietti venduti.
Sempre nel 2025, il cinema in Italia ha totalizzato complessivamente 500 milioni di euro di incassi e 70 milioni di biglietti venduti. Prima del Covid, le medie annuali si attestavano tra gli 80 e i 90 milioni di biglietti, per un valore medio di circa 600 milioni di euro. “Il mercato complessivo del cinema è tornato a stabilizzarsi ad un buon livello”, ha sottolineato Del Brocco.
A incidere sull’andamento del mercato sono soprattutto i film americani: i blockbuster sono oggi meno numerosi e incassano meno rispetto al passato. Una riduzione legata anche alle grandi fusioni degli operatori statunitensi e all’influenza delle piattaforme, che hanno ridotto il numero di film destinati alla sala.
Nel suo incontro con gli studenti della business school, Del Brocco ha inoltre ribadito il ruolo del cinema come strumento attraverso cui il Paese si racconta, sottolineandone il valore identitario e la capacità di creare empatia tra pubblico, personaggi e storie. “Il cinema italiano è l’Italia che si guarda e si racconta”, si legge in una slide mostrata agli studenti.
Un concetto rafforzato dallo stesso AD: “Se un Paese smettesse di fare cinema per la sala non solo perderebbe un pezzo di Pil ma anche una parte della propria voce nel mondo e della propria identità”. Il cinema, ha concluso, è anche emozione e arte e, per questo, “non morirà mai”.











