Daniela e Marzia Banci
Dal 12 aprile al 3 maggio, il Palazzo Ducale di Urbino ospita
gli INCONTRI CULTURALI di NOSTALGIA DI FUTURO
di DANIELA E MARZIA BANCI ORAFE
Durante l’esposizione delle opere di arte orafa delle sorelle marchigiane
UN PROGRAMMA DI 10 INCONTRI DI APPROFONDIMENTO
SUL DUCATO DI URBINO E IL SUO LASCITO CULTURALE
Daniela e Marzia Banci: “Un omaggio sentito, autentico e generoso al nostro punto di partenza”.
Inizierà domenica 10 aprile il ciclo di dieci incontri culturali e musicali nell’ambito dell’esposizione di arte orafa NOSTALGIA DI FUTURO di Daniela e Marzia Banci. Se la mostra di preziosi ispirati al Ducato d’Urbino è già in esposizione fino al 3 maggio nelle Sale del Castellare di Palazzo Ducale, ora l’adiacente Giardino d’Inverno sarà per dieci appuntamenti mattutini e pomeridiani, la sede in cui approfondire l’epoca del Ducato, con la sua storia, dai Duchi agli uomini illustri, e la sua preziosa identità culturale.
(Piazza Duca Federico | tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 | chiuso il lunedì | per informazioni: 333 3921744 | marzia.banci@gmail.com),
Così, la visita ad ingresso libero alle due diverse sezioni di NOSTALGIA DI FUTURO: le COLLEZIONI, con i gioielli del passato creati nei 45 anni di attività e IN LUCE L’OSCURITÀ VOLGENDO, ispirata al massimo splendore del Ducato di Urbino e al lascito diramato in una cultura artistica e politica in definizione, sarà affiancata negli stessi spazi, dagli incontri, concerti ed approfondimenti che evidenzieranno l’interrogazione sull’umano della quale i Duchi e gli Uomini Illustri furono fertili testimoni e che dal Ducato di Urbino, hanno illuminato l’influenza culturale italiana ed europea.
Interverranno studiosi e docenti universitari in un programma in collaborazione con il Comune di Urbino e la Pro Loco di Urbino.
Così domenica 12 aprile alle 17:00 si tratterà di Bessarione lungimirante erudito, la sua importante eredità
con la giornalista Barbara Marengo, che analizzerà l’intellettuale e uomo di fede che spese la vita per ricucire lo scisma tra ortodossia e cattolicesimo tessendo una fitta rete di contatti con il papato oltre che in Italia ed in Europa. La sua azione politica è affiancata alla ricerca di testi antichi atti a mantenere viva la cultura classica che vede minacciata dalla avanzata degli ottomani nel decaduto Impero bizantino, fino a consegnare a Venezia la sua eredità con i suoi testi classici e manoscritti tuttora conservati nella biblioteca Marciana, ma non poté consociare le potenze italiane e straniere in una crociata contro gli ottomani.
Seguirà l’intervento dell’ambasciatore Gianpaolo Scarante: Cardinale Basilio Bessarione, il bizantino che tra Oriente e Occidente prefigurò la civiltà europea, sull’epoca di mutamenti storici di natura politica, economica e culturale attraversati da Bessarione. Mentre l’Impero Ottomano conquista l’Impero Romano d’oriente nel 1453 per poi minacciare l’Europa e arrivare per ben due volte sotto le mura di Vienna, maturano i presupposti di uno sviluppo del pensiero e della cultura che influenzerà profondissimamente noi europei, attraverso l’Umanesimo prima e il Rinascimento dopo. Bessarione, grande erudito, letterato e uomo di lettere, fu un politico di aperte visioni e traghettatore illuminato tra mondi e culture diverse.
Martedì 14 aprile alle 17:00 La guerra, le arti, l’amore nella musica a corte saranno il tema di Carlo Inzerillo, docente di storia e filosofia, musicologo, autore di volumi sulla storia musicale di Urbino e le Marche, che tratterà la funzione della musica alla corte ducale, con ascolti e commenti su composizioni di musicisti famosi che fondarono e orientarono lo stile e i gusti musicali dell’epoca in tutta Europa.
Domenica 19 aprile alle 17:00 il filosofo Umberto Curi ed il saggista Andrea Panzavolta approfondiranno la Filosofia nel gioiello di Daniela e Marzia Banci. È soprattutto nei gioielli dedicati a Duchi e Duchesse di Urbino che si comprende lo statuto filosofico. Marzia non plasma gioielli per vedervi una forma nascosta da liberare. Ella pro-duce, porta ‘davanti’ a noi ‘una forma della pietra’, un significato che resta intimamente proprietà della pietra. Daniela, invece, sembra dare forma alla musica che sente risuonare. E la musica è formata da arithmói, da ‘numeri’, grazie ai quali è possibile arithméin, ‘unire’ e quindi ‘misurare’ ogni singolo elemento che lo compone. Ma la musica è pienezza dell’Umano, per cui i gioielli di Daniela si fanno respiro umano, ritmo dell’anima, ponendosi nel frammezzo tra cuore e mente.
Panzavolta tornerà anche domenica 26 aprile alle 17:00 con Dare gioia agli uomini. Influenze dell’Andrej Rublëv di Tarkovskij nei gioielli delle sorelle Banci. Ne Il chiodo del sabato di Marzia, infatti, esso è richiamato dall’immagine della Trinità; nei manufatti di Daniela attraverso una rivisitazione delle sante icone russe. Questo ci pare essere l’assunto che dal film si irradia ai gioielli delle Banci: entrare nel fuoco della contraddizione e assumere su di sé le piaghe del proprio tempo; prendere contezza del male che ci abita e insieme percorrere il «duro calle» dell’áskesis, del ‘combattimento interiore’.
Martedì 28 aprile alle 17:00 Urbino capitale dell’Umanesimo scientifico sarà affrontato dal matematico Gian Italo Bischi. Oltre alla vicenda artistica, Urbino ha vissuto nel Rinascimento un’altrettanto splendida esperienza scientifica e tecnica. Scopo della conferenza è quindi analizzare il particolare ambiente della corte rinascimentale di Federico di Montefeltro e Ottaviano Ubaldini e il successivo fiorire di una famosa scuola matematica che costituirà una premessa alla rivoluzione scientifica di Galileo.
Venerdì 24, sabato 25, domenica 26 aprile alle ore 11:00 e 17:00 e poi Venerdì 1 e domenica 3 maggio alle 11:00 gli Incontri con le Autrici, Daniela e Marzia Banci, saranno impreziositi dalle Partiture musicali eseguite da Leonardo Giulianelli al pianoforte. Un’occasione, quella di domenica 3 maggio, per festeggiare il finissage della mostra pensando al prossimo libro che raccoglierà l’esperienza di Nostalgia di futuro di Daniela e Marzia Banci orafe.











