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Un inno di fede alla Madonna della Scala di Vittorio Antonio Strusi.

Nel celebrare il 250° anniversario della proclamazione della Madonna della Scala quale Principalissima Patrona della città di Massafra, Vittorio Antonio Strusi che, fra l’altro fa parte, come altri anni, della Deputazione Feste Patronali, ha sentito il dovere di andare oltre il semplice ricordo, offrendo un omaggio di fede e devozione, ricercando qualcosa che fosse preghiera, memoria viva e rinnovato affidamento.

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Così è nato il nuovo “Inno alla Vergine della Scala”, scritto con devozione filiale e con il sincero desiderio di onorarla ancora una volta come nostra Madre e Protettrice.

Questo inno è per lui (e certamente per la città di Massafra), anzitutto un dono ricevuto. La musica è stata composta ed a lui regalata da Mons. Valentino Miserachs Grau, presbitero, direttore di coro e compositore spagnolo, già Maestro e Prefetto della Cappella Musicale Liberiana della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore e Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra in Roma. Strusi ha avuto l’onore di conoscerlo durante una produzione natalizia dello scorso dicembre: un incontro che considera provvidenziale. In quella circostanza è nata, infatti, una stima reciproca e, con grande generosità, don Valentino ha voluto donare alla nostra Massafra questa composizione.

La linea melodica si ispira all’inno popolare catalano della Madonna di Els Prats de Rei (Barcellona), venerata con il titolo di Madonna del Portal.

“È un richiamo che unisce la pietà catalana alla nostra devozione massafrese (dice l’autore del testo dell’inno), quasi a creare un ponte spirituale tra popoli che nella Vergine riconoscono la stessa Madre”.

Questa ispirazione conferisce al canto una dolcezza antica, popolare, capace di entrare nel cuore e di essere facilmente accolta dal gregge fedel.

Il testo dell’inno è stato concepito come autentica preghiera corale, inserita consapevolmente nella tradizione innografica e devozionale legata al culto della Madonna della Scala.

“Ho voluto custodire un legame con la storia (dice ancora Strusi), riprendendo alcuni versi dell’inno del 1976, composto per il bicentenario da Padre Luigi Abatangelo (al secolo Giovanni Abatangelo, Massafra 1892 – Sava 1966), religioso francescano, biblista e studioso dell’arte rupestre pugliese.

È stato per me un modo per non interrompere la tradizione, ma proseguirla con rispetto, lasciando che la devozione e la fede, siano segno che Maria continua ad abitare la nostra storia, storia del popolo massafrese.

Questi versi nascono dall’esperienza concreta di una comunità che, nei secoli, ha affrontato prove, difficoltà e calamità, trovando sempre nella Vergine della Scala un punto di riferimento sicuro e consolante”.

Un inno che non è soltanto una composizione musicale: rappresenta un atto di affidamento e un ringraziamento alla Vergine della Scala, che continua a vegliare su Massafra come Regina e Madre.

“Se queste parole e questa melodia contribuiranno a favorire la preghiera e la devozione della comunità, avranno compiuto pienamente il loro scopo. In occasione del 250° anniversario, questo inno si propone(conclude l’autore) come contributo concreto alla memoria e alla devozione della città, rafforzando il legame tra la comunità e la sua Patrona. In questo spirito, vuole essere espressione della fede duratura della comunità massafrese e segno tangibile della presenza materna della Madonna della Scala nella storia della città”.

 

Ed ecco il testo dell’inno:

  • Nella valle Tua dimora

fra le rupi che ingiglia il mattin,

Tu ponesti la dimora

dolce Madre dal cuore gentil:

là fermasTi il candido tuo piede

segno eterno d’amore per noi;

RIT: O Maria, il Tuo popol si inchina

alla splendida Madre del ciel:

di Massafra Tu sei la Regina

sei la Scala del gregge fedel.

  • Con soave armonia

salga a Te l’umil canto fedel:

di questa terra Tu sei il vanto

Santa Madre, Scala del ciel.

A noi tutti lo sguardo celeste

volgi ognora dal soglio regal;

  • Deh gradisci la prece

che t’eleva il Tuo popolo fedel,

che la grazia Ti fece

nostro pegno d’amore nel ciel:

il Tuo popolo grida con ardore

Santa Vergine nostra mercè;

  • Tu più chiara dell’alba,

più del sol nascente splendor;

Tu benedetta creatura,

Santa Vergine Madre d’Amor.

Benedetto il frutto del Tuo amore,

che al mondo dona splendor.

 

Nella foto la scalinata de Santuario Madonna della Scala.

N.B.

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