LIBANO, SU MARIA CON TE L’ESCLUSIVA TESTIMONIANZA DEL PARROCO LIBANESE DON WISSAM ABOU NASSER: «VERRÀ UN MOMENTO IN CUI LA MADONNA SALVERÀ QUESTO PAESE, SOLO LEI PUÒ OTTENERNE LA SALVEZZA. NON ABBANDONERÒ MAI I MIEI PARROCCHIANI, SULL’ESEMPIO DEL MIO AMICO E CONFRATELLO, PADRE PIERRE AL-RAHI, UCCISO LO SCORSO 9 MARZO»
«Presto verrà un momento in cui Maria aiuterà il Libano, solo Lei può ottenerne la salvezza. Prima di questa tregua di 10 giorni, siamo andati a dormire sempre senza sapere se la mattina dopo saremmo stati vivi o morti, ma non abbiamo mai smesso di pregare e di sperare». Così don Wissam Abou Nasser, parroco di Sant’Elia a Kherbet Kanafar, nel Sud del Libano, nell’esclusiva testimonianza sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, spiega la situazione che sta vivendo la sua comunità, non distante dalle zone colpite dai raid israeliani, alla luce del cessate il fuoco che dovrebbe durare fino al 27 aprile. «Speriamo che la pace domini per sempre», commenta il sacerdote maronita, a proposito dell’accordo, frutto delle pressioni di Trump sul premier israeliano, Benjamin Netanyahu, e sul presidente libanese, Joseph Aoun. «Abbiamo vissuto momenti di forte paura. Si cerca di forzare la gente a una guerra tra religioni e di spingere noi cristiani ad andare via: oggi il Medio Oriente, la terra di Gesù, rischia di rimanere senza più alcun suo discepolo e non possiamo permetterlo. Dal 2010 abbiamo celebrato la solennità dell’Annunciazione, ogni 25 marzo, come festa nazionale assieme ai leader musulmani e di tutte le altre confessioni che hanno partecipato al nostro congresso di mariologia: ortodossi, sciiti, drusi, armeni… Si tratta di un unicum al mondo, l’abbiamo raccontato anche a papa Leone lo scorso settembre, incontrandolo a Roma. Era molto interessato. Anche noi, sabato 11 aprile, alle 18 in punto, ci siamo trovati qui in parrocchia per unirci al “Rosario per la pace” che il Santo Padre ha guidato da San Pietro, celebrando poi una Messa per la sua intenzione, che “finisca la follia della guerra con l’intercessione della Madre del Principe della pace”. Il suo viaggio apostolico qui, lo scorso dicembre, è stato un regalo enorme per tutti noi, sta facendo di tutto per proteggere i cristiani nel mio Paese davvero in pericolo. Non lasceremo mai la nostra terra e chiediamo costantemente il conforto di tutti i cristiani del mondo, il sostegno e l’unità nella preghiera. Chiediamo che tutti stiano con noi nella preghiera e nell’impegno politico senza mai lasciarci mai soli. La mia comunità è composta da circa 2mila persone, i gran parte famiglie agricole legate alle loro terre da anni di sacrifici e speranze. Per questo non andremo via: io assicuro il Papa e tutti che starò al loro fianco fino all’ultimo respiro sull’esempio del mio amico e confratello, padre Pierre Al-Rahi, ucciso lo scorso 9 marzo mentre soccorreva due parrocchiani. La sua testimonianza è un dono spirituale per tutti».










