Advertisement

Palermo ARS: lanciata la proposta della comunicazione come materia scolastica: il libro di Biagio Maimone rilancia il ruolo educativo della parola contro bullismo, cyberbullismo e degrado del linguaggio

Maimone all’Assemblea Regionale Siciliana: “La crisi del nostro tempo nasce da un linguaggio svuotato e manipolato: introdurre la comunicazione come materia scolastica è oggi una necessità per contrastare bullismo, cyberbullismo e degrado del linguaggio”

Advertisement

 

Palermo, 26 aprile 2026 – Nella prestigiosa Sala “Pio La Torre” del Palazzo Reale di Palermo, sede dell’Assemblea Regionale Siciliana, si è svolta il 22 aprile la presentazione del libro di Biagio Maimone “La comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario”, edito da Tracceperlameta, con il patrocinio dell’Assemblea Regionale Siciliana, della Città Metropolitana e del Comune di Palermo. 

Non vi è contesto più emblematico della Sicilia per presentare una proposta di tale natura, essendo essa storicamente crocevia di culture, linguaggi e processi di mediazione simbolica.

Un appuntamento di alto profilo culturale e accademico che ha posto al centro una riflessione netta e attuale: la comunicazione non è solo strumento, ma struttura portante della convivenza civile, spazio generativo in cui si costruiscono identità, relazioni e futuro sociale, assumendo al contempo una funzione educativa e politico-culturale di primaria rilevanza.

Ad aprire i lavori la Prof.ssa Enza Spagnolo, critica letteraria e curatrice editoriale, che ha inquadrato l’opera all’interno dei principali paradigmi della comunicazione contemporanea, evidenziando il valore del linguaggio come costruzione sociale della realtà e come fondamento dei processi culturali.

L’intervento di Maimone, sintetico e diretto, ha segnato il cuore dell’incontro. Richiamando la Sicilia come crocevia di culture e linguaggi, ha ribadito il ruolo fondativo della parola nei processi sociali e relazionali, sottolineando come la crisi più profonda del nostro tempo investa proprio il linguaggio, sempre più ridotto a strumento di scontro, manipolazione e impoverimento espressivo. Da qui la sua affermazione centrale: “la crisi del nostro tempo nasce da un linguaggio svuotato: senza dialogo non esiste civiltà”, un monito che richiama con forza alla responsabilità di restituire autenticità, ascolto e valore etico alla comunicazione, soprattutto nell’attuale ecosistema digitale.

Nel solco di questa riflessione, è stato richiamato anche il messaggio di Papa Francesco, che nella Benedizione Apostolica al volume sottolinea la necessità di unire verità e carità attraverso una comunicazione autenticamente umana, capace di generare incontro e non divisione.

L’evento ha assunto un carattere fortemente interdisciplinare grazie agli interventi musicali del compositore e pianista Joseph Lu, che con il video Moment ha esplorato la musica come linguaggio universale, e della violoncellista Eliana Miraglia, le cui esecuzioni hanno evocato i valori della pace e della riconciliazione, rafforzando il legame tra estetica e dimensione relazionale.

Sono intervenuti inoltre la Dottoressa Maria Maimone, filosofa della comunicazione, con un contributo sul linguaggio come struttura del pensiero e dell’identità, ed Héctor Villanueva, CEO e Founder di Expo dei Popoli, delle Culture e della Solidarietà, che ha evidenziato il ruolo strategico della comunicazione nei processi di cooperazione internazionale e nella costruzione di modelli inclusivi e solidali.

A completare il quadro, il contributo video di Monsignor Yoannis Lazhi Gaid, già Segretario personale di Sua Santità Papa Francesco e Presidente della Fondazione Bambino Gesù del Cairo ETS, che ha offerto una riflessione di intensa profondità spirituale sul valore della parola come luogo di responsabilità, verità e fraternità universale, sottolineando l’attualità del magistero del Pontefice come guida per una comunicazione capace di costruire ponti in un tempo segnato da conflitti e frammentazioni.

La riflessione del giornalista Claudio Brachino sul testo di Maimone si configura, in chiave filosofico-pedagogica, come una teoria del linguaggio orientata eticamente, in cui la “pedagogia della bellezza” definisce un uso del discorso che unisce forma ed eticità, rendendo il linguaggio non solo veicolo informativo ma dispositivo formativo e normativo, capace di contribuire alla costruzione del soggetto e alla qualità della vita civile.

In questo orizzonte teorico e applicativo si inserisce in modo organico il nucleo centrale del volume: l’arte e la cultura della parola creativa come pratica espressiva della vita, fondamento estetico della bellezza e dispositivo politico-culturale di emancipazione. La parola, infatti, non è un semplice mezzo di comunicazione, ma un atto originario e generativo attraverso cui si costruisce il senso del mondo, si danno forma alle relazioni e si orientano i processi sociali. Essa si configura come spazio simbolico dell’incontro e della co-costruzione del significato, ma anche come ambito in cui si manifestano le criticità del presente, segnato da linguaggi aggressivi, superficiali e spesso degradati, diffusi in particolare nei social media, nei media e nei contesti comunicativi contemporanei.

In tale scenario, la perdita di qualità del linguaggio contribuisce alla diffusione di fenomeni quali bullismo e cyberbullismo, odio sociale e violenza simbolica, rendendo evidente l’urgenza di un’educazione consapevole alla parola.

La parola vitale, intesa come forza generativa, può educare o ferire, unire o dividere: non è mai neutrale, ma porta con sé un valore etico ed estetico che incide profondamente nella vita individuale e collettiva.

Da qui emerge con forza la dimensione educativa della proposta di Maimone, che trova concreta espressione nella dichiarazione dell’autore: «Presentare il mio libro in Sicilia ha un valore simbolico profondo. Con la sua storia millenaria e la ricchezza delle sue tradizioni, l’isola rappresenta il contesto ideale per riflettere sulla parola come strumento di verità, bellezza e responsabilità sociale. La Sicilia è, oggi più che mai, terra di un nuovo umanesimo della parola: ponte di dialogo, arte e spiritualità, custode della cultura delle civiltà umane. Stiamo perfezionando, con il contributo dell’esperto Angelo Bergoglio e con il supporto di Héctor Villanueva, una proposta di legge volta a introdurre l’insegnamento della “Comunicazione e linguaggio” nei curricula scolastici, a partire dalla scuola primaria. Si tratta di un passaggio ormai imprescindibile: nell’attuale ecosistema informativo è necessario acquisire una padronanza piena e critica degli strumenti comunicativi — dai social media ai sistemi mediatici tradizionali, fino alle tecnologie di intelligenza artificiale. Non è più sufficiente conoscerli o utilizzarli: occorre sviluppare competenze solide e consapevoli che consentano non solo un impiego etico ed efficace, ma anche la capacità di riconoscere, contrastare e difendersi da pratiche comunicative distorte o manipolative».

In questa prospettiva, la comunicazione consapevole si configura come autentico strumento di emancipazione culturale e sociale, capace di educare all’empatia, promuovere la responsabilità e favorire la costruzione di relazioni sane. La bellezza della parola non è elemento accessorio, ma dimensione essenziale del linguaggio, in grado di ispirare, unire e generare umanità, contrapponendosi alle derive comunicative contemporanee e contribuendo alla formazione di una cittadinanza più consapevole, critica e responsabile.

Biagio Maimone, noto come “il giornalista dei poveri” per il suo impegno verso le fasce più fragili, Coordinatore per l’Italia della Rete Mondiale del Turismo Religioso, Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo e ideatore del “Progetto di Vita per il Sud”, propone così un umanesimo della parola capace di restituire centralità al linguaggio come fondamento della convivenza civile e come leva concreta di trasformazione sociale.

 

Informazione equidistante ed imparziale, che offre voce a tutte le fonti di informazione

Advertisement
Articolo precedenteNapoli: 43 anni fa la tragedia del Melarancio
Articolo successivoMADAME torna per la seconda volta sul palco del Concerto del Primo Maggio di Roma!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui