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IL PUNTO n. 1044 del 1 maggio 2026

di MARCO ZACCHERA 

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Per scrivermi o contattarmi:  marco.zacchera@libero.it

Numeri arretrati sul mio sito www.marcozacchera.it

 

MELONI IN DIFFICOLTA’

Dopo tre anni di buona tenuta il governo è in difficoltà soprattutto psicologica pressato per questioni banali trasformate sapientemente in psicodrammi (vedi caso Minetti), mentre viviamo una situazione internazionale gravissima con un’Europa che ci tiene sul filo del ricatto imponendo scelte obbligate a tutto danno della libertà di azione dell’esecutivo.

Tante concause che però pesano nella valutazione generale soprattutto dopo la sconfitta referendaria che ha dato fiato ad una opposizione che non contropropone assolutamente nulla, ma che fa della polemica il suo mestiere.

Contemporaneamente per la Meloni l’amicizia con Trump – prima utilissima – si è trasformata in un pericoloso boomerang indesiderato, anche se a livello internazionale il governo fa quello che può con buonsens,o perché l’Italia non ha certo molto potere sullo scacchiere mondiale, così come purtroppo anche l’Europa, sempre più evanescente, con sullo sfondo grandi difficoltà economiche.

Manca però una comunicazione convincente, molte norme positive (si pensi al decreto lavoro di questi giorni o al decreto sicurezza) non sono “vendute” bene, forse servirebbero scelte più nette anche a giustificare e caratterizzare più nettamente una maggioranza di centro-destra che rischia altrimenti emorragie elettorali proprio verso destra (vedi Vannacci) per elettori che trovano troppo grigie le politiche di governo.

Una svolta netta su (contro) “questa” Europa e “questa” NATO? Due dati dovrebbero portare Palazzo Chigi a riflettere: dagli ultimi sondaggi di “Termometro Politico” il 51,1% degli italiani vorrebbe un cambiamento di atteggiamento verso la Russia (soprattutto per il gas) e solo 35,1 appoggia le sanzioni UE, mentre – ed è una novità – anche il 51,5% ha una crescente opinione critica verso la NATO, un dato che cresce anche tra gli elettori di centro-destra. Segnali significativi, che imporrebbero una riflessione prima di approvare altre spese militari o aiuti all’Ucraina senza garanzie o dimostrarsi troppo acquiescenti verso un’Europa che non ci fa sconti (vedi patto di stabilità).

 

DECRETO SICUREZZA

Si è fatto molto parlare del contestato “Decreto sicurezza” fortemente voluto dal governo. Tutti presi dalle polemiche per aspetti assolutamente marginali, pochi conoscono le principali nuove norme che sono state approvate, tra cui

– Il divieto di andare in giro con coltelli e armi varie senza una seria motivazione, con sanzioni anche ai genitori se non lo impediscono ai loro figli minori.

– Possibilità di “ammonimento” della questura anche ai giovani di 12-14 anni che delinquono includendo risse, assalti, lesioni a terze persone e violenze, in un’ottica “anti-maranza”

– Possibilità di trattenere per 12 ore persone che vogliano partecipare a manifestazioni se mantengono un atteggiamento visibilmente pericoloso

– Aggravanti di pena per blocco stradale e violenze di piazza con possibilità di DASPRO urbano a chi si è distinto per atti di violenza o è recidivo

– Parziale scudo penale per le forze dell’ordine, obbligo di dotazione di “bodycam” per gli agenti in servizio, fondi per la loro tutela legale.

– Possibilità di arresto ed aggravanti per violenze ad operatori sanitari, insegnanti, operatori ferroviari ed altri pubblici ufficiali

–  Fondi per il rimpatrio volontario immigrati irregolari

–  Assunzione straordinaria di 2.400 ispettori della Polizia di Stato

La sinistra che si è opposta a queste norme dimostra preconcetto e pregiudizio, perché credo siano scelte di assoluto buonsenso. 

 

IL CASO MINETTI

Settimanale richiesta di dimissioni per il ministro Nordio questa volta per il “caso Minetti”, ovvero la grazia firmata dal Presidente della Repubblica all’ ex ”igienista dentale” di Berlusconi ben nota alle cronache piccanti di questo paese.

Perché, per la sinistra, la “colpa” è sempre e comunque di Nordio, ovviamente.

Non so come finirà la vicenda, certo se il Presidente della Repubblica avesse avuto dei dubbi avrebbe dovuto sollevarli (e non l’ha fatto) e per difenderlo si è ripetuto che il Presidente  “prende solo atto e firma”. Ma anche il ministro allora è limitato a trasmettere alla Presidenza il fascicolo seguito, analizzato ed inviato dalla Procura di Milano cui competevano le indagini e che (forse) non sono state complete.

In ogni caso, allora, semmai si dovrebbero dimettere la Procuratrice capo di Milano o il suo sostituto, oppure il giudice delegato. A parte che le dimissioni mi sembrerebbero comunque una scelta del tutto ingiustificata ed assurda (se si fossero dimessi tutti i magistrati che in questi anni hanno sbagliato e su fatti ben più gravi o mandato in galera innocenti non avremmo quasi più magistrati…), fa sorridere che – visto che la Procura milanese è politicamente “allineata e coperta” così come il Presidente e quindi intoccabili – allora la colpa diventa del Ministro, una tesi decisamente paradossale.

Indecente però il solito Ranucci che va in TV dalla Berlinguer e – per pura volontà di diffamazione a Nordio-  trasforma le sue presunte “voci” di “possibili fonti” che “a noi risulterebbero” in accuse infamanti di connivenza di Nordio con la Minetti ed addirittura di una sua fantomatica visita in Uruguay all’imputata, salvo essere immediatamente smentito in diretta dallo stesso ministro.

E questo sarebbe giornalismo?! Altro che trasparenza informativa e – visto che Ranucci lavora per la TV di Stato –  dov’è l’ obiettività super partes?  Tace comunque l’Ordine dei giornalisti, tacciono i progressisti, non si scusano la Berlinguer e tantomeno Ranucci, ovviamente.

 

BEATRICE VENEZI

Non ho certo la capacità e le conoscenze musicali per giudicare il valore artistico del maestro Beatrice Venezi, chiamata mesi fa (all’unanimità) dalla Fondazione alla direzione dell’orchestra del teatro La Fenice di Venezia. Noto però che è una donna giovane, carina, sicuramente brava ma – sfortuna per lei – è dichiaratamente “di destra” e non lo ha mai nascosto.

Quindi, dal primo giorno, anche se il suo incarico sarebbe iniziato solo ad ottobre (e quindi mai nessuno l’ha vista all’opera a Venezia, pur dirigendo intanto in tanti teatri di tutto il mondo) è stata attaccata in tutti i modi possibili, denigrata ed insultata, accusandola di essere una “raccomandata” politica con una costante demolizione di immagine quotidiana, proteste e scioperi “anticipati” dell’orchestra (che pur non è mai stata da lei diretta!), con accuse politiche e sindacali, sit-in, boicottaggi e ora (con la scusa di una sua intervista ad un giornale argentino dove ricordava che alcuni orchestrali che la criticavano tanto sarebbero alla “Fenice” passando padre in figlio, ed estrapolando ovviamente la singola frase dal resto del contesto) è stata licenziata in tronco.

Immaginate se, al contrario della Venezi, ci fosse invece stata una donna di sinistra. Tutti avrebbero parlato di sessismo, calunnia, bullismo, indebite pressioni politiche, discriminazione, maschilismo, ingerenze. La verità è che la “casta” dei compagni di sinistra è eterna, incensurabile, intoccabile e soprattutto auto-referenziata: chi tocca i suoi fili muore!

 

ITA A MALPENSA

Nei giorni scorsi un Airbus A320-200 di ITA è atterrato a Malpensa. Vi chiedete dove sia la notizia? Presto detto: ITA (l’ex Alitalia) non atterra più da anni a Malpensa e il velivolo è infatti atterrato solo per una indispensabile manutenzione. Dopo aver costruito apposta Malpensa 2000 come hub di Alitalia (aeroporto che adesso è ufficialmente intitolato a Silvio Berlusconi, per la gioia dei tanti suoi detrattori) infatti la nostra (ex) compagnia di bandiera ha da anni cancellato questo aeroporto dai suoi piani di volo lasciando nelle mani della concorrenza “straniera” tutte le rotte intercontinentali ed internazionali.  Un mercato immenso, ricco ma volutamente cancellato.

Mi sono sempre chiesto il perché di questa scelta sciagurata che ha anticipato non solo il concreto fallimento di ITA-Alitalia ora in mano ai tedeschi (che ovviamente volano da Malpensa) ma ha significato perdere una bella fetta di clientela anche “business” che non va certo in treno fino a Roma per imbarcarsi su aerei ITA.

L’assurdo ed il paradosso è che si vola su aerei “ITA-Olimpiadi Milano Cortina” con velivoli che non fanno e non hanno mai fatto mai scalo, neppure durante le Olimpiadi, nel più importante scalo aereo milanese.

 

LA BUONA NOTIZIA

Come anticipato, domenica scorsa a Machava, in Mozambico, è stato inaugurato il nuovo poliambulatorio finanziato dal “Verbania Center” e realizzato anche con l’aiuto di diversi lettori de IL PUNTO. Chi volesse vedere il filmato su quanto è stato realizzato me lo può richiedere direttamente.

 

BUONA SETTIMANA A TUTTI E BUON PRIMO MAGGIO !                  Marco Zacchera

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