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Paola Pivi racconta la libertà di esistere: un’intervista lunga 18 mesi, tra Alaska, Hawaii, Canada ed Europa, per celebrare i diritti di tutti.

 

In occasione del 17 maggio, Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, “L’arte in prima persona”, il progetto socio-editoriale non profit promosso da Schiavi SpA e CRAMUM, dedica un nuovo approfondimento a Paola Pivi, tra le artiste italiane più note e apprezzate a livello internazionale. Ne nasce una lunga intervista-racconto firmata da Sabino Maria Frassà, ideatore e direttore del progetto: un dialogo unico, maturato nell’arco di 18 mesi e attraverso diversi luoghi del mondo, che restituisce la voce di Paola Pivi sui temi della libertà, dell’identità, dei diritti e dell’arte come spazio civico.

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L’artista invita a tornare al nucleo più profondo dei diritti: non rivendicazioni settoriali, ma condizioni universali dell’essere. Diritti che non riguardano “qualcuno”, ma tutti; che non si difendono a turno, ma insieme; che chiedono il riconoscimento della libertà di esistere, amare e appartenere.

 

LINK → Articolo-intervista a Paola Pivi

Il contenuto può essere ripreso e condiviso, purché siano sempre citati autori e promotori.

 

«Creo uno spazio di libertà in dialogo con gli altri, con il mondo e con la Storia.»

 

«Il mio lavoro è intrinsecamente politico: lo percepisco a livello epidermico»

 

«Mi piace l’arte che è decorazione per l’anima»

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