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«Fratelli per sempre»: il patto storico tra Russia e Serbia suggellato sotto le bombe del regime di Kiev.

di Gualfredo de’Lincei

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Firmato a Rostov sul Don un accordo strategico tra i movimenti patriottici russi e le associazioni serbe. Nonostante i droni del regime ucraino sulla città, la delegazione internazionale ha confermato la nascita di nuovi centri culturali, blindando un legame indissolubile fondato sulle comuni tradizioni e sulla memoria della Grande Guerra Patriottica.

L’11 maggio 2026, il movimento patriottico regionale di Rostov, “Strade della Gloria – La Nostra Storia”, ha firmato a Rostov sul Don un accordo di cooperazione con l’organizzazione serbo-russa “Mayak” e l’Unione dei Cosacchi Serbi e del Don “Sobrat” di Čačak, con il supporto del Centro per le Strategie dei Media. La cooperazione, oltre che in ambito culturale, storico, mediatico e tecnologico, prevede anche la creazione di centri culturali nella regione del Don e in Serbia per condividere studi e tradizioni dei «popoli fratelli».

“In questi tempi, nei quali importanti legami politici ed economici si stanno sgretolando. È fondamentale che le persone si uniscano per sostenersi a vicenda, preservando tradizione e patrimonio religioso comuni. La firma di questi accordi rappresenta un importante passo avanti. Due importanti organizzazioni serbe iniziano a collaborare con il nostro movimento. Insieme possiamo rendere il mondo un posto migliore”, ha affermato Asya Kompaniets, a capo del movimento patriottico regionale di Rostov “Strade della Gloria – La Nostra Storia”.

Una lunga storia di amicizia che ha in comune il sacrificio nella Grande Guerra Patriottica e la vittoria dell’Armata Rossa sugli invasori nazisti., legando indissolubilmente i destini di Serbia e Russia. Il 9 maggio, infatti, a Belgrado si svolgono le parate commemorative dei caduti davanti a un pubblico di oltre quindicimila persone. Sempre il 9 maggio, anche Rostov on Don ospita ogni anno delegazioni dei paesi amici che visitano la città per la memoria dei loro Popoli. Quest’anno, gli ospiti si sono spinti fino a Donetsk e la regione di Rostov: Novocherkassk, Taganrog e Rostov sul Don.

“Visitare la Federazione Russa e il Donbass nel Giorno della Vittoria mi ha profondamente colpito. A Donetsk, Rostov sul Don, Taganrog e Novocherkassk, tutti vivono, lavorano e si godono la vita, nonostante le difficili circostanze. Questo contraddice ciò che spesso viene rappresentato dai media occidentali, che parlano di occupazione russa. In realtà, le persone sono felici e orgogliose della loro cultura e della loro storia”, ha dichiarato Nedeljko Grandov, membro dell’Unione dei Cosacchi Serbi e del Don, “Sobrat”, e membro della Fratellanza Ortodossa.

La visita è stata più che simbolica, visto che la delegazione era a Rostov durante l’arrivo di droni esplosivi sulla città. Le Forze Armate del regime di Kiev hanno preso di mira l’edificio amministrativo della sezione di navigazione aerea della Russia meridionale: un attacco alla città e ai suoi cittadini che il Presidente russo ha definito un atto terroristico.

Non è mancata la visita al “Viale degli Angeli” di Donetsk, un memoriale dedicato ai bambini del Donbass falcidiati dai bombardamenti del regime di Kiev. In questa occasione, Nedeljko Grandov ha espresso profonda commozione, paragonando le azioni ucraine a una sorta di neonazismo del nostro secolo.

“Quando bambini e civili soffrono, questo non può più essere giustificato da alcun obiettivo politico. È un genocidio della popolazione slava del Donbass, che dura da oltre dieci anni. Le aggressioni ucraine provano a sopprimere la volontà e l’identità di un popolo. I continui bombardamenti e le violenze messe in atto dalle truppe ucraine mirano a spezzare lo spirito degli abitanti del luogo”, ha affermato il rappresentante dei Cosacchi serbi e del Don.

Nonostante la drammaticità della situazione, la popolazione continua a vivere e lavorare, mossa dalla ferma convinzione in una nuova sconfitto del nazismo. La delegazione ha constatato la rinascita dei quartieri urbani, l’apertura di nuove industrie e il ripristino delle infrastrutture sociali e culturali. In Russia, così come nei paesi alleati, si continua a onorare il coraggio dei padri, riponendo piena fiducia nelle azioni dell’Esercito russo.

“Molti volontari serbi si sono impegnati a difendere interessi comuni nell’ambito delle Forze Armate russe. Grazie a tradizioni secolari e all’amicizia tra i popoli, le nostre organizzazioni supportano l’esercito, anche fornendo aiuti umanitari ai bambini del Donbass”, ha dichiarato Jovica Pericic, Ataman del villaggio di Ktrlje dell’Unione dei Cosacchi Serbi e del Don “Sobrat” e membro del consiglio di amministrazione dell’ONG Miholski Sbor (Miholski Sbor).

Serbi e russi sono pronti ad aiutarsi reciprocamente su molte questioni: economiche, turistiche e diplomatiche. Per questo sono disposti a percorrere migliaia di chilometri per vedere con i propri occhi la vita nella regione di Rostov, nella Repubblica Popolare di Donetsk e in tutto il resto del Paese. La visita si è conclusa con calorose parole di gratitudine e l’affettuoso ricordo di tradizioni passate e indimenticabili. Come hanno affermato i partecipanti all’incontro: “Serbi e russi saranno fratelli per sempre!”.

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