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Hantavirus, Civitelli (Anaao Assomed): “Bisogna investire sulla sanità pubblica. Non siamo preparati per un’altra pandemia”

“In questi anni non abbiamo fatto niente, siamo ancora alle prese con il blocco delle assunzioni dei medici che risale ormai a vent’anni fa e un sistema sanitario pubblico in completo stand by. Si pensa solo a sviluppare il privato. Su queste basi non saremo pronti ad affrontare un’eventuale epidemia. Questo è il dato drammatico che oggi dobbiamo presentare. Abbiamo una signora in Francia che è nel polmone artificiale. Insomma, mi sembra una situazione difficile. In caso di impatto pandemico gli ospedali non sono preparati, se dovessero arrivare tanti pazienti tutti insieme non potremmo accoglierli. I professionisti degli ospedali pubblici hanno già dato, hanno pagato un caro prezzo, sono gli unici che non si sono tirati indietro nell’epoca Covid. Di fronte a un altro evento di questo tipo, e queste notizie ci ricordano che è ancora possibile, ci troveremmo in condizioni ancora peggiori”. Queste le parole di Flavio Civitelli, medico e membro del sindacato Anaao Assomed, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.

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“Bisogna cambiare rotta, investiamo sulla sanità pubblica e raffreddiamo gli investimenti su quella privata. La sanità pubblica è il vero baluardo del sistema sanitario nazionale. Sviluppiamo quello che vogliamo, ma la sanità pubblica deve avere la priorità negli investimenti del governo: salute, istruzione, difesa e giustizia sono le priorità fondamentali di un sistema civile”, ha proseguito Civitelli. “Non possiamo essere la nazione con più medici che però scappano tutti all’estero. Questo è un dato oggettivo che ci impone delle riflessioni forti. Abbiamo visto cosa succede nei Paesi in cui c’è la sanità privata, come negli Stati Uniti, si fanno la varichina endovena insomma, questo è il consiglio che viene dato al popolo”.

“Un po’ di preoccupazione c’è, perché fino ad oggi era un virus di qualche luogo rurale del Sud America, ma oggi il rischio di trasmissione è alto in un mondo così globalizzato. Sicuramente non ci aspettiamo l’epidemia del Covid, però se i casi da 10 diventano 100 non è detto che ovunque ci siano strutture come lo Spallanzani pronte ad accogliere tutti. Certe eccellenze e certi livelli di qualità assistenziale vanno garantiti al di là di ogni ragionevole problema economico. Smettiamola di pensare soltanto alle lobby e agli interessi economici di qualcuno, pensiamo prima all’interesse generale”, ha concluso Civitelli. “Ora i contatti stanno più di 40 giorni rinchiusi in casa, un mini lockdown è già in atto. Di fronte a un virus per il quale non c’è cura, non c’è vaccino, l’unica possibilità è isolare i contatti o i positivi. Tra l’altro è un virus con incubazione lunghissima. La preoccupazione c’è, il ministero è preoccupato, ci sono circolari molto importanti che girano, la questione non è da prendere sotto gamba. Non dobbiamo lanciare allarmismi gratuiti, però neanche sottovalutare una situazione potenzialmente pericolosa. Per prima cosa serve tenere in salute e in qualità elevata il sistema sanitario nazionale. Come può un cittadino del Molise o della Toscana pensare di avere gli stessi servizi di quella della Lombardia?”.

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