APPRODA AL TAR E ALL’ANAC L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO CANILE

Il Tar Abruzzo, mercoledì prossimo, alle ore 10, discuterà la sospensione immediata del bando del Comune di Trasacco, per la ricerca di un canile dove poter ricoverare i cani randagi.
A chiedere l’ intervento del TAR e dell’ANAC (Ente Nazionale Anticorruzione) è stata l’associazione animalista Tutela Diritti Animali Ets dell’Arci.
Per il presidente dell’associazione Gabriele Bettoschi “ i motivi che ci hanno spinto a chiedere l’intervento del Tar e dell’Anac sono la presenza nel bando di numerose e particolari irregolarità che fanno ritenere che sia stato predisposto non a tutela degli animali ma degli interessi di un noto e molto chiacchierato operatore del business del randagismo”.
1 Il bando prevede che sarà aggiudicato solo con il criterio del prezzo più basso. Criterio esplicitamente vietato dall’art. 8 bis della Legge Regionale 47/2013 e da specifiche delibere del ANAC, per evitare che la scelta possa essere una mera questione contabile e di spesa di bilancio. In base alla normativa nazionale e regionale, infatti, l’aggiudicazione può avvenire solo in base alla valutazione dell’offerta più vantaggiosa per la qualità del pubblico servizio, essendo indicato che il costo non è negoziabile, perché l’interesse pubblico del Comune deve essere quello di garantire e controllare la qualità del servizio custodia, per evitare che il canile possa essere fonte di sofferenza per i cani, come purtroppo la cronaca ripetutamente riporta. Oltre alla normativa vigente a tutela dei cani ricoverati nei canili, il Comune ha ignorato completamente anche il Decreto del Ministero della Salute del 14/02/2025 che, dal prossimo 1 luglio, rende obbligatori requisiti tecnici e gestionali dei canili molto più estesi di quelli attuali;
2 le anomale operazioni di gara e la verifica dell’apertura delle buste, risultano essere in eclatante violazione del Codice degli Appalti;
3 il bando prevede l’affidamento dei cani a chiunque abbia semplicemente la disponibilità di un canile, mentre la LR 47/2013 ha stabilito che possa essere dati solo al proprietario o al gestore, purché sia riconosciuto e autorizzato dalla Regione, a garanzia proprio della qualità del pubblico servizio. Irregolarità che potrebbe interessare, in tutta la regione e forse d’Italia un solo operatore;
4 il bando prevede, la illogica durata di 5 anni dell’appalto, per favorire, probabilmente, la partecipazione di una Srl riconducibile a un noto e molto discusso imprenditore di canili, che da alcuni anni agisce indirettamente, per dichiarate ragioni fiscali, con una società intestata alle figlie. Se dovesse risultare la sola sua offerta, sarà chiesto alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’Agenzia delle Entrate di far luce sulla intera vicenda.











