Borghi (Lega): “Se l’UE non ci dà una risposta positiva sull’energia bisognerà agire unilateralmente”
“Il patto di stabilità congegnato da Gentiloni e dal governo precedente è stata una delle prime cose messe sul tavolo dal nuovo governo. Ma non è che non ci sarebbe stato il patto di stabilità se avessimo detto di no: se avessimo detto no, sarebbe entrato in vigore quello vecchio, che ci avrebbe impedito di fare tutte le manovre economiche fatte fino ad adesso. Il patto di stabilità non viene dal cielo: ti dicono che devi comportarti in un certo modo ma, se non ti comporti in quel modo, da quando esiste il patto di stabilità nessuno è stato sanzionato. Secondo me si potrebbe fare un’azione di forza, ed è quello che continuiamo a dire con le buone. In questo momento non si può far passare all’elettorato che l’allarme principale è comprare missili rispetto a intervenire sull’energia. La priorità è l’energia. Questa crisi è asimmetrica e se arriva una crisi asimmetrica sono dolori, perché se non intervieni con le contromisure come ne vieni fuori? È come dire: ti tengo legate le mani dietro la schiena e intanto uno ti schiaffeggia. È asimmetrica perché se in passato Germania e Italia avevano deciso di optare per il gas e Francia e Spagna per il nucleare, significa che, se la crisi riguarda il gas, chi dipende dal gas ne soffrirà di più. Se la situazione asimmetrica avesse colpito la Francia, la signora Lagarde, essendo francese, sarebbe intervenuta dicendo ‘comprate, fate quel che volete’. Ma non va bene essere in un posto dove le regole sono asimmetriche”. Queste le parole di Claudio Borghi, senatore della Lega, su Radio Cusano, nel corso del programma “Battitori Liberi”, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano.
“Io confido nella questione dell’energia di riuscire a portare dalla mia parte gli alleati di governo, che pure all’inizio di questa storia non erano dalla mia parte, perché pensavano che l’Europa sarebbe venuta in soccorso. Gli alleati ci hanno ascoltato: la lettera mandata dalla Meloni alla von der Leyen, in cui si dice che bisogna dare quanto meno la stessa cifra per le armi da utilizzare per l’energia, era esattamente quello che avevamo chiesto noi e che all’inizio veniva considerato aggressivo. A questa deve arrivare una risposta. Se ci dicono no o ci prendono in giro, allora a quel punto la mia soluzione è che, entro fine giugno, dopo che avrete provato tutte le possibilità e qualora non ci sia un riscontro dell’UE, bisognerà agire unilateralmente, fare un sano scostamento di bilancio e mettere a bilancio la cifra che serve. Noi possiamo farlo perché non dobbiamo aspettare i soldi dall’Europa: i soldi non li prendiamo dall’UE, per cui dovrebbero essere d’accordo altrimenti non ce li danno”, ha proseguito Borghi. “Ogni partito ha le sue linee rosse, noi fino ad adesso li stiamo convincendo. Mi stupirei che un partito come Fratelli d’Italia decidesse che vanno bene i soldi per le armi e non i soldi sull’energia. Se avessimo voluto fare la manovra elettorale l’avremmo fatta quest’anno. In realtà il governo intendeva avere un percorso virtuoso dal loro punto di vista, dal mio punto di vista prudente, e questo percorso prudente doveva portare a risultati come lo spread basso e altre cose. In questo momento c’è un’emergenza e non era prevista”.
“Futuro Nazionale? Ogni volta che si avvicina un’elezione si forma qualche partito che serve a drenare consensi. Alcune volte ha funzionato: il centrodestra ha perso le elezioni del 2013, poi nel 2018 c’era Casapound, poi Italexit. Questo è fatto meglio, ma poi voglio vedere quando arrivano le liste. Abbiamo 50 mila persone che credono tutte di fare il grillino 2.0 e prendere il biglietto per il Parlamento, poi vedremo quando non si troveranno in lista. Il punto è semplice: ti alleerai con il centrodestra venendo a compromessi e rinunciando alla tua durezza? A quel punto la gente capirà che sei come noi ma meno attrezzato, perché se prendi gli scarti di altri partiti sarai meno bravo a gestire le situazioni rispetto a chi è più esperto”, ha concluso Borghi. “Se invece vuoi andare da solo farai vincere il PD, come già successo in passato con altri partiti”.











