Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime profonda attenzione e forte preoccupazione in merito alla vicenda emersa a Roma, nel quartiere di Centocelle, che vede coinvolte due insegnanti attualmente indagate, secondo l’ipotesi accusatoria, per presunti comportamenti lesivi nei confronti di un bambino di cinque anni affetto da disturbo dello spettro autistico.
Nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza e della necessità che i fatti siano accertati nelle competenti sedi giudiziarie, il Coordinamento ritiene che episodi di tale natura richiedano una riflessione che superi la dimensione della cronaca e coinvolga più ampiamente il ruolo educativo, sociale e culturale della scuola.
Le notizie riportate dagli organi di informazione descrivono una situazione che, se confermata, assumerebbe una particolare gravità non soltanto per i comportamenti contestati, ma per il possibile venir meno di quel rapporto di fiducia e di protezione che costituisce il fondamento stesso dell’esperienza educativa. Ogni istituzione scolastica rappresenta, infatti, un presidio di crescita, di inclusione e di tutela della persona, soprattutto quando accoglie bambini che necessitano di percorsi educativi caratterizzati da particolare attenzione, sensibilità e competenza.
Nel caso di alunni con condizioni di fragilità, gli strumenti di comunicazione, i percorsi individualizzati e le strategie educative non possono essere considerati meri supporti tecnici o procedure accessorie. Essi rappresentano strumenti essenziali attraverso cui si realizza il diritto all’apprendimento, alla relazione e alla piena partecipazione alla vita scolastica. Qualsiasi forma di trascuratezza o di mancata valorizzazione di tali percorsi rischia di compromettere dimensioni profonde dello sviluppo personale, relazionale ed emotivo del minore.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene necessario riaffermare il valore di una cultura educativa fondata sul rispetto della dignità della persona e sulla centralità dei diritti dell’infanzia. La scuola italiana ha compiuto nel corso degli anni un importante cammino sul piano dell’inclusione, divenendo un modello riconosciuto anche a livello internazionale; proprio per questo motivo episodi che possano mettere in discussione tali principi devono costituire occasione di attenta riflessione e di rinnovato impegno.
La qualità di una società democratica si misura anche dalla capacità di proteggere le persone più vulnerabili e di riconoscere i bisogni di coloro che affidano agli adulti la propria crescita e la propria formazione. Ogni bambino consegna alla scuola una parte essenziale della propria esperienza umana e del proprio futuro. Tale affidamento implica una responsabilità educativa che non può limitarsi alla trasmissione di conoscenze, ma richiede quotidianamente ascolto, cura, equilibrio e consapevolezza.
Il CNDDU auspica che l’accertamento dei fatti possa svolgersi con la massima attenzione e che questa vicenda contribuisca a rafforzare una visione della scuola sempre più orientata alla tutela dei diritti, alla qualità delle relazioni educative e alla piena valorizzazione della persona, affinché ogni ambiente scolastico continui a rappresentare un luogo di sicurezza, fiducia e autentica crescita umana.
prof. Romano Pesavento
presidente CNDDU











