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Sudan: Save the Children, cresce l’emergenza malnutrizione infantile nel Paese

Il calo della produzione agricola e il conflitto peggiorano le condizioni di vita di milioni di bambine e bambini

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Con l’arrivo della ‘stagione magra’ e a causa di tre anni di guerra che hanno gravemente compromesso la produzione agricola, il Sudan si troverà a breve ad affrontare un ulteriore peggioramento della malnutrizione infantile. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

L’agricoltura – ricorda Save the Children – rappresenta fino all’80% della produzione alimentare[1] e del reddito in Sudan, ma il conflitto, combinato alla crisi climatica, ha devastato il settore e si prevede un ulteriore calo della produzione di cereali[2] in vista dell’inizio delle semine previsto questo mese.

Già circa 19 milioni di persone – ovvero due sudanesi su cinque – affrontano un’insicurezza alimentare acuta[3]. Il conflitto in corso ha inoltre causato la più grande crisi di sfollamento al mondo, costringendo circa 14 milioni di persone[4] a lasciare le proprie case, riducendo l’accesso ai terreni agricoli, danneggiando le infrastrutture e i sistemi di irrigazione e provocando carenze di semi, fertilizzanti e attrezzature.

Nello stato orientale di Gedaref, un tempo noto come il “granaio del Sudan”, l’impatto è evidente, con un numero sempre maggiore di bimbi malnutriti curati nelle cliniche nutrizionali sovraffollate. Omer*, di 12 mesi, è uno dei circa 50 bambini trattati per malnutrizione acuta grave nell’ultimo mese in una clinica nutrizionale di Save the Children, dove viene alimentato con latte terapeutico ogni due ore.

Sua madre, Reem*, 35 anni, che ha altri 9 figli, ha raccontato che Omer* ha avuto problemi di salute fin dalla nascita, ma il ricovero per malnutrizione acuta grave è dovuto al conflitto. “La guerra ha reso la vita più difficile per tutti noi, perché c’è meno cibo a causa della minore produzione agricola e più persone da sfamare”, ha dichiarato.

Al culmine della crisi, circa un milione di persone ha raggiunto Gedaref[5] per fuggire dalle violenze che si stavano consumando nella capitale Khartoum, aumentando la popolazione di un terzo. Oggi gli sfollati che vivono nella zona sono circa 200mila.

Gli operatori di Save the Children presso la clinica nutrizionale hanno curato più di 1.400 bambini per malnutrizione acuta grave lo scorso anno, tra di loro 38 hanno perso la vita a causa della fame. Finora quest’anno sono stati trattati circa 200 bambini, con 3 decessi, e si prevede un rapido aumento dei casi durante la stagione magra.

Nel frattempo, la guerra ha anche messo in ginocchio il sistema sanitario: il 37% delle strutture sanitarie nei 18 stati del Sudan non è operativo[6] e i tagli agli aiuti stanno costringendo alla chiusura di numerosi centri sanitari in tutto il Paese. Inoltre, la crisi in Medio Oriente ha interrotto le spedizioni di medicinali urgenti e alimenti terapeutici, causando anche un aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti necessari all’agricoltura.

“A causa del conflitto in corso, la situazione di milioni di bambine e bambini in Sudan sta peggiorando – ha dichiarato Mohamed Abdiladif, Direttore di Save the Children in Sudan – Quella che dovrebbe essere una delle regioni agricole più produttive del Paese fatica ora a fornire cibo alla sua popolazione, con famiglie ormai al limite. I bambini arrivano nelle cliniche in condizioni di grave malnutrizione e, se non si interverrà subito, ne arriveranno molti altri con l’inizio della stagione magra. La comunità internazionale non può voltarsi dall’altra parte. Abbiamo urgentemente bisogno di maggiori finanziamenti e accesso per fornire cibo salvavita e assistenza sanitaria ai bambini prima che questa crisi sfugga ulteriormente al controllo”.

Con solo il 22% dei 2,9 miliardi di dollari richiesti dall’ONU per il 2026 finora coperti, Save the Children chiede con urgenza un aumento dei finanziamenti per la risposta umanitaria in Sudan, al fine di continuare a fornire servizi essenziali alle comunità più vulnerabili del paese.

Save the Children lavora in Sudan dal 1983 e realizza programmi per bambini e famiglie colpite da conflitti, sfollamento, povertà estrema e fame.

*I nomi sono stati modificati per proteggere le identità.

 

[1] https://www.fao.org/emergencies/resources-repository/news/detail/5-things-you-should-know-about-how-conflict-in-sudan-is-devastating-agriculture-and-people%27s-food-security/en

[2] https://www.fao.org/neareast/news/details/sudan–new-fao-assessment-warns-of-escalating-food-and-livelihood-crisis/en

[3] https://www.wfp.org/emergencies/sudan

[4] https://news.un.org/en/story/2026/04/1167281

[5] https://data.unhcr.org/en/country/sdn

 

[6] https://www.who.int/news/item/14-04-2026-after-three-years-of-conflict–sudan-faces-a-deeper-health-crisis

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